Giovedì 02 Luglio 2020 | 20:31

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Taranto, fondi «green» dall’Ue per rilanciare l’ex Ilva

Gentiloni prudente: «Il meccanismo non risolve l’intero problema»

Ex Ilva: fumo nero da altoforno, foto virali sui social

foto Instagram @stefanomariabianchi

TARANTO - L’Unione Europea punta sulla green economy. E non è soltanto un modo di dire. Ieri la commissione europea al Parlamento che il meccanismo per una transizione equa, che aiuterà la trasformazione dell’economia europea nelle regioni più in difficoltà, avrà una dotazione di 100 miliardi di euro. I fondi nuovi sono soltanto 7,5 miliardi ma, secondo la Commissione Ue, daranno vita a 30-50 miliardi di investimenti pubblici, a cui si aggiungono fino a 45 miliardi dal vecchio programma di investimenti, e 25 miliardi in prestiti alle autorità locali.

L’italiano Paolo Gentiloni, commissario europeo all’economia, ha confermato la possibilità di poter ricorrere alla nuova strategia dell’Ue per trovare una quadra nell’intricato problema dell’Ilva di Taranto, l’acciaieria più grande d’Europa legata ad un ciclo integrale di produzione dell’acciaio che richiede massicci investimenti per poter essere riconvertito. «Il meccanismo potrebbe essere utilizzato anche per l’Ilva» ha spiegato l’ex premier, firmatario nel settembre del 2018 del piano ambientale Ilva attualmente in vigore, aggiungendo che la Commissione intende convertire chi troppo inquina, e non c’è dubbio che il polo siderurgico di Taranto sia uno di questi casi. «Ma conosciamo l’Ilva - ha frenato Gentiloni - il meccanismo non risolverebbe l’intero problema».
Una mano arriverà anche dalla revisione delle regole sugli aiuti di Stato, prevista entro il 2021, anch’essa orientata a favorire l'afflusso di fondi verso settori industriali in difficoltà che necessitano di essere riconvertiti.

La proposta della Commissione è stata ben accolta dagli europarlamentari italiani. Secondo la tarantina Rosa D’Amato (M5S) «il Just Transition Fund va nella giusta direzione perché potremo finalmente bonificare i siti industriali che producono acciaio e non solo il carbone, così come proposto da noi». Ma, ammonisce l’europarlamentare pugliese, «non esiste inquinamento di serie A e inquinamento di serie B. Nell’ex Ilva di Taranto la transizione ecologica non è più rinviabile avendo come priorità la salvaguardia della salute dei cittadini. Non sarà una giusta transizione, ma l’ennesima beffa, se modernizzare gli impianti vorrà dire usare il gas, fonte fossile e climalterante e soprattutto senza una valutazione dell’impatto sanitario».
«È con grande soddisfazione che accogliamo la proposta della Commissione europea – dice la parlamentare del Pd Patrizia Toia -. L’esecutivo comunitario ha accolto pienamente la nostra richiesta di non limitare l’uso del Fondo di Transizione alle regioni carbonifere, principalmente in Polonia e Germania, ma di allargare i criteri di accesso alle aziende inquinanti come l’Ilva e alle piccole e medie imprese. Così da garantire che la transazione verso la neutralità climatica del continente sia giusta per lavoratori, territori e regioni e non solo per alcuni di essi». Non si prende il merito, come Pd, Toia, e spiega che «bisogna dire che, questa è una vittoria del sistema-Italia nella usa interezza», pur sottolineando che «il Green New Deal è competenza del primo vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, il candidato dei Socialisti e Democratici, e quindi anche del Pd, alla presidenza della Commissione nelle elezioni europee di maggio».
«L’Italia coglierà questa storica opportunità di crescita e lavoro, soprattutto per i giovani», ha commentato il premier Giuseppe Conte.

PARTONO LE BONIFICHE - L’Ilva in amministrazione straordinaria ha completato le attività preliminari necessarie per l’avvio dei primi cantieri per le bonifiche dedicati alle aree escluse dal perimetro di ArcelorMittal e in particolare all’Area delle collinette ecologiche, alle ex discariche Cementir e Cava due mari, e all’area dei fanghi. E’ quanto comunicato dalla struttura commissariale alle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Usb nel corso di un incontro che si è svolto oggi.
L’amministrazione straordinaria spiega che le iniziative "consentiranno, entro il prossimo bimestre, un primo inserimento in Ilva in As di 40 risorse individuate all’interno del bacino dei cassintegrati. Parallelamente l’Azienda ha informato i rappresentanti sindacali della disponibilità delle Aziende di appalto ad assorbire sino a un massimo di ulteriori 25 lavoratori in cassa integrazione».
Queste attività, viene osservato, «rappresentano l’avvio dei progetti di bonifica ambientale che si svilupperanno nell’apertura di nuovi cantieri e di conseguenza in ulteriori possibilità di utilizzo delle risorse di Ilva in As al momento in Cigs. L’Azienda, su richiesta delle Organizzazioni Sindacali, ha dato disponibilità a sviluppare continui e specifici momenti di confronto».(

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