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Ne è convinto Nicola Laforgia, direttore della Neonatologia del Policlinico di Bari e coordinatore del Registro regionale sulle malformazioni

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I dati diffusi sui 600 bimbi nati con malformazioni a Taranto tra il 2002 e il 2015 «non sono scientificamente attendibili». Ne è convinto Nicola Laforgia, direttore della Neonatologia del Policlinico di Bari e coordinatore del Registro regionale sulle malformazioni.
«Per essere attendibile ed efficace da un punto di vista scientifico - spiega Laforgia a Radionorba - bisogna effettuare un controllo sul dato dei 600 bambini nati con malformazioni» in quel periodo. «Occorre - continua - una valutazione clinica per capire se le malformazioni hanno una importanza, se sono cioè malformazioni maggiori o minori, altrimenti non è possibile capire qual è la situazione reale in Puglia. Il dato dei 600 neonati con malformazioni a Taranto viene rilevato dalle schede di dimissioni ospedaliere. Perché sia efficace da tutti i punti di vista c'è bisogno che ci sia un controllo del dato stesso. È possibile per esempio che alcuni neonati siano stati registrati più volte, cioè quando sono stati dimessi e poi ad un successivo ricovero e serve poi valutare qual è il tipo di malformazione».

I DATI -  «I dati aggiornati del rapporto epidemiologico Sentieri sono pronti e li vogliamo subito. Diciamo no a slittamenti di tipo politico». E’ la richiesta che il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, rivolge al ministro della Salute Giulia Grillo dopo le polemiche sullo slittamento al 4 luglio della presentazione del report, inizialmente prevista per il 21 maggio scorso.
«La diffusione della notizia - aggiunge l’ambientalista - di 600 bambini malformati a Taranto fra il 2002 e il 2015 ha suscitato notevole clamore. La notizia si basa su fonti certe: l'Istituto Superiore della Sanità. E’ l’Istituto Superiore della Sanità che dichiara una prevalenza superiore all’atteso, calcolato su base regionale, delle Malformazioni Congenite del sistema nervoso e degli arti». E sempre l’Istituto Superiore della Sanità «certifica nel suo aggiornamento dello studio epidemiologico - precisa Marescotti - che a Taranto nella popolazione residente (uomini e donne) risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica. Di questa persistenza di criticità sanitarie a Taranto si hanno per ora solo delle anticipazioni contenute nella Valutazione Danno Sanitario dell’Ilva del dicembre 2018».
Il presidente di Peacelink contesta anche al ministro Grillo di aver lasciato «intendere con le sue dichiarazioni che la presentazione dei dati fosse stata programmata per il 21 maggio 2018 (un anno fa) e che nel frattempo sia maturata l’idea di un aggiornamento per aggiungere i dati su Taranto. Non è così: il sito dell’Istituto Superiore della Sanità aveva pubblicato il programma degli interventi della presentazione ufficiale dei dati per il 21 maggio 2019. Siamo in possesso del documento ufficiale che lo certifica»

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