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Rifiuti, sequestrato impianto compostaggio Aseco di Ginosa: 2 indagati

Secondo l’accusa la società che gestisce l’impianto ha posto in essere diversi illeciti riconducibili a una gestione dei rifiuti non conforme alle prescrizioni dei provvedimenti autorizzativi e alla normativa di settore

rifiuti

TARANTO - L’impianto di compostaggio Aseco di Ginosa (Taranto), società del gruppo AqP controllata al 100% dalla Regione, che si occupa di recupero di materiali organici provenienti dalla frazione organica della raccolta differenziata e materiali bio compostabili, è stato sottoposto a sequestro preventivo con facoltà d’uso dai Carabinieri forestali delle Stazioni di Laterza e di Marina di Ginosa (Taranto).

Secondo l’accusa la società che gestisce l’impianto ha posto in essere diversi illeciti riconducibili a una gestione dei rifiuti non conforme alle prescrizioni dei provvedimenti autorizzativi e alla normativa di settore. Su disposizione del gip di Taranto sono stati apposti i sigilli all’intero stabilimento con conseguente inibizione del conferimento di ulteriori rifiuti. Contestualmente sono stati denunciati a piede libero l’amministratore Unico ed il responsabile tecnico per concorso nei reati di gestione illecita di rifiuti, scarico illecito dei reflui industriali, danneggiamento dei terreni agricoli e getto pericoloso di cose, quest’ultimo relativo alle emissioni maleodoranti.

I piazzali erano solo in parte impermeabilizzati, privi di rete di raccolta delle acque, e dunque si determinava lo sversamento di percolato verso i terreni agricoli confinanti, nonché il ristagno di liquami putrescenti e maleodoranti. In una nota la società Aseco si dichiara «serena dell’operato fino a oggi svolto come azienda pubblica, nel rispetto delle normative vigenti» ed «esprime massima fiducia nel lavoro della magistratura e assicura la più totale collaborazione, come di consueto, auspicando che tale vicenda si concluda nel minor tempo possibile». 

«Taranto sia liberata dai veleni. Sull'impianto di compostaggio Aseco di Marina di Ginosa, posto sotto sequestro con facoltà d’uso dai Carabinieri forestali, attendiamo con piena fiducia l’esito delle indagini in corso da parte della Procura. Per Cia Agricoltori Italiani Due Mari (Taranto-Brindisi), il bene primario e irrinunciabile da preservare è la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente». Lo affermano Pietro De Padova, presidente e direttore provinciale di CIA Agricoltori Italiani, commentando la notizia del sequestro dell’impianto di compostaggio Aseco, società controllata da AQP per ipotesi di inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti. «Noi - aggiungono - siamo dalla parte di cittadini, turisti, comitati spontanei e operatori economici del territorio di Ginosa e Castellaneta che hanno ampiamente espresso la loro preoccupazione, a partire da un dato, l’intenso e cattivo odore sprigionato dagli impianti». Secondo De Padova e Rubino «le attività dell’impianto Aseco non sono compatibili con la presenza, a ridosso della struttura di compostaggio, di insediamenti agricoli ad altra specializzazione, con produzioni di ortaggi e frutta di elevata qualità. Taranto ha bisogno di liberarsi il più in fretta possibile di situazione di reale o potenziale pericolo per la salute dei cittadini e lo sviluppo di un’agricoltura pienamente sostenibile dal punto di vista ambientale».

LA REPLICA DI AQP - «Le attività di Aseco nell’impianto di Marina di Ginosa non costituiscono un pericolo per la salute pubblica. Nessun indicatore lascia dubbi circa possibili danni arrecabili alla salute di uomini, animali, piante o altre risorse naturali». Lo afferma in una nota Acquedotto Pugliese (Aqp) in merito al sequestro dell’impianto di compostaggio Aseco, società controllata al 100% da Aqp, per ipotesi di inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti.
«I rifiuti in ingresso all’impianto - prosegue la nota - sono costituiti dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, nonché da legna e sfalci di potatura, oltre ad una residuale quantità di scarti agroalimentari. Si tratta, cioè, di rifiuti assolutamente naturali che, per definizione, non possono contenere materie inquinanti. Peraltro, si tratta di rifiuti conferiti esclusivamente da Amministrazioni Comunali Pugliesi». Il compostaggio, fa presente Aqp, «è ampiamente riconosciuto come il sistema virtuoso e biologico di chiusura del ciclo dei rifiuti organici. È rispettoso dell’ambiente e contribuisce al miglioramento delle condizioni ambientali del territorio. Rimane l’impegno dell’azienda a realizzare le opere prescritte dalla Regione Puglia, che contribuiranno al sostanziale miglioramento dell’impianto e non all’ampliamento della struttura».
I lavori, conclude Acquedotto pugliese, «sono finalizzati al miglioramento funzionale e consisteranno nella realizzazione di opere di copertura e confinamento delle parti attualmente scoperte. La struttura di compostaggio sarà, inoltre, dotata di un avanzato sistema di captazione e trattamento dell’aria con moderne strutture di filtrazione, in linea con quanto richiesto dall’Arpa Puglia. Il tutto a vantaggio del territorio e delle comunità servite.

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