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La Juve somministrava Epo ai giocatori

Il capo dello staff medico del club bianconero, Riccardo Agricola, ha utilizzato «tutti i possibili espedienti per ottenere miglioramenti nelle prestazioni dei giocatori». L'amministratore delegato, Antonio Giraudo, assolto per insufficienza di prove
TORINO - Il capo dello staff medico della Juventus, Riccardo Agricola, ha utilizzato «tutti i possibili espedienti per ottenere miglioramenti nelle prestazioni dei giocatori». Lo scrive il giudice, Giuseppe Casalbore, nelle motivazioni della sentenza di condanna. Il medico - scrive il magistrato - «ha ottenuto il risultato di potenziare fraudolentemente e non fisiologicamente la prestazione agonistica dei calciatori, così conseguentemente influendo anche sul risultato della competizione sportiva nella quale i giocatori stessi venivano schierati, alla quale cioè prendeva parte la società Juventus».
L'epo «è stata sicuramente acquistata ed è stata somministrata ai giocatori» della Juventus. Secondo il giudice, Agricola - il medico sociale - «non può avere fatto tutto da solo». Ma la certezza delle prove a carico dell'amministratore delegato, Antonio Giraudo, non è stata raggiunta. L'ad della Juventus è stato assolto «perché la prova a suo carico non risulta completa e sufficiente». «In mancanza di elementi diretti che possano almeno portare all'individuazione della forma utilizzata per i relativi pagamenti per l'acquisto dell'eritropoietina non si ritiene che possa essere affermata con certezza la responsabilità penale dell' imputato Giraudo».

Dalla lettura delle motivazioni si scopre che il direttore generale Luciano Moggi era stato iscritto nel registro degli indagati, ma fu poi archiviato nell'agosto del 2000. Erano sei, oltre al medico Riccardo Agricola e all'amministratore delegato Antonio Giraudo, gli indagati nell'inchiesta sulla somministrazione di farmaci ai giocatori della Juventus. La procura di Torino aveva proceduto anche a carico degli atleti Alessandro Del Piero, Angelo Di Livio e Didier Deschamps, del direttore marketing Romolo Gai, del vicepresidente Roberto Bottega e appunto del dg Luciano Moggi. Nell'estate del 2000 è stata chiesta e ottenuta, per tutti, l'archiviazione del fascicolo.

Alcuni giocatori della Juventus hanno detto bugie per aiutare il medico Riccardo Agricola, quando hanno testimoniato al processo e rischiano un'inchiesta per falsa testimonianza o altri reati. E' quanto si ricava dalla lettura delle motivazioni della sentenza, depositate oggi dal giudice Giuseppe Casalbore.
Il caso più evidente è ritenuto quello di Moreno Torricelli, la cui versione dei fatti «è stata verosimilmente costruita ad arte». Il suo «comportamento scorretto» - ha detto il giudice - impone «un ulteriore accertamento giudiziario». Alessio Tacchinardi a sua volta ha reso «false dichiarazioni» sulla natura di un suo malore, con «comportamenti che integrano estremi di reato».
Casalbore però è critico nei confronti anche di altri atleti. L'atteggiamento di Attilio Lombardo è stato definito «evanescente», mentre la testimonianza di Gianluca Vialli è stata «fumosa» e «poco convincente». «Considerazioni analoghe, infine, vanno fatte per le dichiarazioni rese da Amoruso, Baggio, Ferrara, Inzaghi, Montero, Peruzzi» anche se quest' ultimo è stato citato dalla difesa come un teste attendibile e convincente. «E' compito del pubblico ministero - dice Casalbore, invitando la Procura ad indagare - valutare gli ulteriori effetti di tali testimonianze, che nell' ambito di questo processo sono risultate tutte inadeguate e inattendibili».

Tre scudetti, un secondo posto e poi una Champions League, vinta all'Olimpico contro l'Ajax. Più una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea, due Supercoppe italiane ed una Coppa Italia. E' l'invidiabile palmares della Juventus, allenata da Marcello Lippi, nelle quattro stagioni (dal '94-'95 al '97-'98) prese in esame dal processo giunto a sentenza il 26 novembre dello scorso anno ed incentrato sui farmaci somministrati ai suoi giocatori, le cui motivazioni sono state depositate oggi.
Processo le cui basi erano state gettare dal pm Raffaele Guariniello nell'estate del '98, dopo le polemiche dichiarazioni di Zdenek Zeman. Al termine il giudice Giuseppe Casalbore condannò il medico sociale della Juventus, Riccardo Agricola, ad 1 anno e 10 mesi per frode sportiva e somministrazione di farmaci in modo pericoloso alla salute (3 anni e 2 mesi la richiesta della pubblica accusa). Assolto invece da tutti i capi di imputazione l'amministratore delegato del club, Antonio Giraudo (2 anni e 1 mese la richiesta).
Quanto al terzo imputato del processo, il farmacista Giovanni Rossano, chiamato in causa per avere fornito ad Agricola dei medicinali violando le norme che regolano la preparazione delle ricette, il giudice accolse la sua proposta di patteggiare cinque mesi di reclusione.
Oltre alla frode sportiva e alla somministrazione di farmaci in modo pericoloso, i pm avevano contestato (a seconda delle singole condotte di Agricola e Giraudo) la violazione del decreto 626 del '94 sulla sicurezza sul lavoro, la violazione dello Statuto dei Lavoratori, il falso, la violazione della legge del 1992 sui farmaci.

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