Martedì 09 Agosto 2022 | 18:18

In Puglia e Basilicata

IL SUCCESSO DEI MONDIALI

Anesi: «Orienteering, la bella Puglia sarà la casa della Nazionale»

«Orienteering, la bella Puglia sarà la casa della Nazionale»

La leggenda dei Mondiali Master: la novantacinquenne finlandese Sole Nieminen (Foto Mancini Agency)

Il presidente della Federazione dello sport dei boschi: «Tra un anno in Foresta umbra sorgerà il centro azzurro. Il Gargano è la terra ideale per la disciplina di mappa e bussola»

18 Luglio 2022

Alessandro Salvatore

FORESTA UMBRA (Foggia) - «Con la nascita del secondo centro federale italiano, che avverrà in Foresta Umbra tra circa un anno, dopo il via burocratico della Regione Puglia alla volontà già espressa su una sua struttura da riattivare, daremo concretezza a un progetto che genererà un legame sportivo e tante opportunità per far conoscere meglio l’intero Sud non solo agli atleti, ma anche a chi viaggia per scoprire storia, cultura ed enogastronomia». Sull’onda contagiosa dei Mondiali Master di Orienteering Over 35 appena conclusi sul Gargano, per la terza volta avvenuti in Italia ma per la prima nel Meridione, con una ventisettesima edizione da grandi numeri (oltre 3mila atleti e 40 nazioni rappresentate), la Federazione costruirà la casa della Nazionale italiana in Puglia, in una foresteria da una ventina di posti immersa nel verde, «portando in dote la formazione per professionalità dello sport dei boschi e lo svolgimento di training camp a ogni livello, dai Master agli Agonisti, che vogliono vivere una vacanza attiva ed eco-sostenibile, con cartina e bussola. È quanto dimostra l’esperienza dell’attuale unico centro federale operativo dell’Alpe Cimbra».

Il presidente della Federazione italiana delle discipline di Orientamento Sergio Anesi ha una visione lungimirante dell’economia sportiva. Settantanni, trentino, è il padre del finanziere Matteo oro olimpico a Torino 2006 nell’inseguimento a squadre sui pattini: «allora fui testimone di quell’impresa in famiglia come commentatore televisivo, comprensibile il mio pathos fuori dagli schemi tecnici» racconta alla «Gazzetta», svelando le radici fatte di ghiaccio. Nel suo comune di Baselga di Pinè, di cui è stato sindaco per dieci anni, vedrà la luce l’Ice Rink che ospiterà le sedici gare del pattinaggio veloce ai prossimi Giochi invernali di Milano-Cortina. «Quella gelida è stata la superficie del mio primo sport, che mi accompagna ancora - dice Anesi - visto che dopo aver fatto parte della Giunta Coni, ora sono membro della Federazione Internazionale di Pattinaggio. Questo ruolo è operativamente proiettato alle Olimpiadi italiane del 2026». Sarà lo stesso anno dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, allora è consequenziale la domanda sul possibile debutto dell’orienteering nella manifestazione che porterà sullo Jonio 4500 atleti in rappresentanza di 26 nazioni. «Lavoriamo a livello federale per convincere il Comitato internazionale a far entrare l’orientamento nella manifestazione iridata. La possibile accoglienza ci aprirebbe la via tortuosa che può portare questa disciplina un giorno ad approdare alle Olimpiadi, col primo step dimostrativo» dice Anesi, la cui stazza fisica si misura idealmente con la gigantesca e antica faggeta patrimonio dell’Umanità che rende la Foresta Umbra «uno scenario di biodiversità unico per un Mondiale di Orienteering, assieme alle sue depressioni orografiche stimolanti agonisticamente, al suo clima fresco garantito dall’ombra degli alberi che raggiungono vette di 35 metri, alla sua pietra carsica che diventa punto di riferimento, che mi permetto di paragonare con un circuito imponente come quello sloveno e che gli atleti di esperienza globale hanno apprezzato» evidenzia Tulla Spinelli, assistente consigliere per gli eventi della Federazione Internazionale Orientamento. Lei è di quella Svizzera che, nel 2023, ospiterà i Mondiali assoluti.

Oltre le Alpi ci sarà lo scenario principe dello sport mappato per atleti di livello pari a quelli che dall’8 al 16 luglio hanno attraversato il Gargano. Dopo il turno di qualifica nel suggestivo centro storico di Peschici, Vieste ha messo alla prova i «cacciatori Master» col suo percorso tecnico di tre chilometri della Sprint, caratterizzato da continui e ripidi saliscendi. Immancabile l’arrivo sul lungomare della Marina Piccola, tra i quali quello della favorita Sarah Rollins, con le sue dodici partecipazioni ai Campionati del Mondo con la maglia della Gran Bretagna e ora campionessa W45.

Presso Riserva Falascone e Laghetto d’Umbra il tracciato della Long distance (fino a 10 km) ha favorito il riscatto dello svizzero Daniel Hubmann, il più medagliato della disciplina in attività, ora nuovo campione M35. Nella finale Middle (massimo 8 km), infatti, il favorito elvetico ha ceduto il passo all’ucraino Marchuk Oleksandr (in campo con il team svedese OK Sodertorn) dopo una gara appassionante in cui la battuta delle lanterne bianco-arancio punto di riferimento cronometrico, è stata cadenzata dai passaggi tra i cunicoli boschivi.

Nella W35 doppietta della svedese Sofia Lonnkvist, che conquista l’oro in entrambe le finali in foresta. Nella W50 si impone Vroni Koenig-Salmi, con tredici Mondiali nel proprio palmarès per la sua Svizzera, prima campionessa del Mondo e poi europea Sprint. Ma il fenomeno assoluto della kermesse è la novantacinquenne finlandese Sole Nieminen, la cui tripletta con vittoria di Sprint, Middle e Long, resterà nella storia dei WMOC. Nella sua lunga carriera da orientista cominciata nel 1970 vanta dodici ori all’attivo. I suoi traguardi vincenti sul Gargano sono stati accolti da un tripudio fatto di ammirazione. Il volto rigato dai segni dei rovi della foresta, come distintivo del suo essere leggenda con mappa e bussola. Una star della disciplina nata nel 1897 in Norvegia, che ora conta nel mondo tre milioni di praticanti, di cui cinquemila in Italia, dove «se questa competizione esiste, il grazie lo si deve a Vladimir Pácl che, bandito dal comitato olimpico dell’ex Cecoslovacchia comunista per il suo interventismo nella Primavera di Praga degli anni Settanta, insieme al mito olimpionico Emil Zatopek, chiese asilo politico al nostro Paese, dove il suo seme della libertà sportiva generò nel 1982 la nascita dell’Orienteering» dice Anesi, a capo della Federazione che, nell’organizzazione del mondiale ha interagito con IOF, Regione Puglia, Asset Puglia, Pugliapromozione e Sport Salute, in una scenografia «costruita» da quattordici comuni del Gargano.

Il successo della manifestazione, per il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli, è largo «perché l’orienteering può essere campione due volte, nella pratica sportiva e nel favorire un’attenzione sul territorio che vada oltre la classica stagione turistica».

(Qui in foto il il vicepresidente della Regione Piemontese, il presidente di Sport e Salute Cozzoli, il presidente Fiso Anesi, la «Legend» di Sport e Salute Mastrangelo)

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