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Gioia, ecco Camasta e Verna, coppia di maratoneti: una vita d’amore in corsa

Sposati da 33 anni, inseparabili specialisti in ultramaratone

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BARI - Si allenano insieme e gareggiano insieme sui traguardi di mezzo mondo, mano nella mano, in imprese che possono sembrare impossibili alla maggior parte, ma che per loro sono solo un altro obiettivo da affrontare. Anche perché, si sa, l’amore vince tutto.

Lui è Giovanni Camasta, anni 59, lei è Mina Verna, anni 56, e sono sposati da 33 anni. Marito e moglie non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche nella corsa. I due, che vivono a Gioia del Colle e sono tesserati per la Gioia Running, sono reduci dalla 100 km del Passatore, l’ultramaratona più famosa e più importante del mondo che da Firenze arriva a Faenza. Giovanni (categoria SM55) ha chiuso in 15 ore e 19 minuti, Mina (SF55) in 16 e 30. Ci ha messo un’ora in più, ma gran parte della corsa l’ha affrontata con suo marito, come spesso accade: «Quando però ho capito che ce l’avrebbe fatta e avrei potuto lasciarla tranquilla, ho allungato - spiega Giovanni -. Non l’ho abbandonata, non lo farei mai, ma sapevo che ormai ce l’avrebbe fatta senza problemi».

Alla 100 km del Passatore, Mina si è presentata da matricola anche se nelle gambe ha già diverse ultramaratone da 6 ore e maratone (quest’anno ha anche vinto il tricolore di categoria al campionato italiano 30 miglia di Corato). Per Giovanni invece è stata la terza volta. Il sogno è arrivare a cinque per ottenere il «Piatto del Passatore», il trofeo con cui vengono premiati coloro che hanno concluso 5 edizioni della corsa. Per poter correre una gara del genere non ci vuole solo una preparazione fisica meticolosa, ma bisogna essere anche mentalmente predisposti. Non a caso, svelano i due, l’ultima settimana che precede la gara è dedicata a una sorta di training autogeno. Si corre con le gambe infatti, ma se non c’è la mente è finita. Mina e Giovanni si allenano sempre e solo insieme. Per arrivare pronti a Firenze ci hanno messo 5 mesi. Oltre alle corse in settimana (4 sedute in media) hanno partecipato a 3 maratone e due sei ore. In un anno mettono nelle gambe 30 gare del genere. «Quando si corre da amatori bisogna trovare sempre nuovi stimoli - spiegano - le gare da 10 km non ci appassionavano più, per questo abbiamo deciso di spingerci su distanze più lunghe, anche se non è facile».

Trovano determinazione proprio nel sostegno che si danno l’un l’altra. Camasta è pensionato, mentre Mina è infermiera professionale all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII. Hanno due figli che li guardano con ammirazione prima ancora che con stupore. Perché una coppia così può solo essere da esempio. Un esempio di amore e di passione. E di condivisione. Se Mina si attarda, Giovanni l’aspetta e viceversa. Fedeli sempre, nella gioia e nel dolore. Prossimo appuntamento di rilievo sarà la maratona di Berlino a settembre, oltre ad altre ultramaratone del circondario. Poi l’anno prossimo voleranno a New York per festeggiare i 60 anni di Giovanni sulle strade della gara più famosa del mondo. Quale miglior regalo per una coppia che ha sempre vissuto il suo amore di corsa! Sulla stessa strada di vita.

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