Domenica 19 Maggio 2019 | 09:24

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Sono molto legato alla Sicilia perché in quell’isola ho vissuto due momenti importantissimi della mia vita professionale: a Trapani il 21 marzo del 1976 ho effettuato la prima radiocronaca per Bari Canale 100 e, per uno stranissimo scherzo del destino, sempre a Trapani l’anno scorso, dopo 41 anni, quella n. 2000 per Radionorba. Considero la Sicilia uno dei posti più belli del nostro Paese, dal fascino irresistibile, anche per alcune perle dell’arte dolciaria: confesso di aver mangiato una volta 12 cannoli in un viaggio di ritorno in auto da Messina a Bari.

A Marsala torno dopo 41 anni, l’ultima volta coincise con il campionato della promozione dalla serie C alla serie B sotto la guida di Giacomo Losi. Ogni volta che penso o parlo di Marsala sorrido sotto i baffi perché mi tornano alla mente due episodi singolari che vi voglio raccontare. Il primo é figlio dell’inesperienza. Quando da pionieri cominciammo a raccontare le partite alla radio, non c’era una scuola o una palestra dove imparare. Lo si faceva da autodidatti cercando di carpire i segreti e le tecniche di Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti, ascoltando «Tutto il calcio minuto per minuto». Nessuno, per esempio, mi aveva insegnato che non si può fare la radiocronaca a stomaco pieno: i riflessi si appannano e Dio solo sa quanto debbano essere invece pronti per sbagliare il meno possibile in un lavoro complicatissimo. Ma non solo… E così nel 1977 il Bari gioca a Marsala ed io pranzo alla grande nel ristorante di un albergo all’epoca famosissimo, l’«Hops» di Mazara Del Vallo. Sono al tavolo con l’indimenticato commendatarore Filippo Nitti, storico segretario del Bari, con il commendatore Angelo Albanese, dirigente accompagnatore e col medico sociale che all’epoca credo fosse Vito Nerini. Il menu è ricco: pasta, pesce, contorni vari e vino «Corvo di Salaparuta». Vado allo stadio più che soddisfatto ma durante la radiocronaca sono punito da… esofagite acuta. Insomma, mi scappa un «ruttino» che va in onda. Io credo negli angeli custodi e sono certo di averne uno bravissimo che in certi momenti della vita mi ha salvato da situazioni disperate. Senza aver il tempo di pensare, grido al microfono «si allontani, si allontani!!!!!!», simulando che quel «ruttino» nel mio microfono sia opera di qualche tifoso siciliano. Torno a Bari ansioso delle reazioni e infatti in tanti mi chiedono spiegazioni ed io racconto, da attore consumato, che nel mezzo della radiocronaca un tifoso del Marsala mi si era avvicinato al microfono ed aveva prodotto quella sconcezza.

Un anno prima l’altro episodio curioso che racconto per la prima volta. Effettuo la radiocronaca dal balcone di un appartamento che si affaccia sullo stadio, in assenza di linea telefonica in tribuna stampa. Una famiglia composta da genitori ed una figlia di circa 20 anni mi ospita a pranzo prima della partita. Ad un certo punto resto solo sul balcone con la prolunga telefonica e con questa brunetta niente male. Lei forse è affascinata dall’assistere per la prima volta dal vivo ad una radiocronaca. Mi sorride, mi confonde e la mia mano sinistra presto finisce sulla sua spalla… Non aggiungo altro, solo l’osservazione di Filippo Nitti negli spogliatoi dopo la partita: «Salomo’ te veggh stran: ha scciss qualche cos?”. “No, no, niente Filippo, tutto a posto». Bentornata Sicilia!

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