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Red Bull Cliff Diving

Gara di tuffi: in 70mila a Polignano per il trionfo di Gary Hunt

Ventimila presenze in più del 2017 per la tappa del Mondiale

Gara di tuffi: in 70mila a Polignano per il trionfo di Gary Hunt

POLIGNANO A MARE - Oltre 70mila persone, 20mila presenze in più dello scorso anno. Meraviglioso. L’ultima tappa del Red Bull Cliff diving world series ha regalato una due giorni spettacolare con i brividi dei temerari delle grandi altezze.
La Puglia non tradisce mai quando si tratta di grandi eventi e le cifre fanno venire i capogiri anche quest’anno.
L’anno scorso fu il trionfo di Alessandro De Rose, questa volta il più bravo di tutti è Gary Hunt, dalla Gran Bretagna, che vince 418.65 a 406.05 contro lo statunitense Stefan Lobue. Al terzo posto è il simpaticissimo messicano Jonathan Paredes che con i suoi balletti dai 27 metri della piattaforma ha coinvolto tutti i presenti.
Gary Hunt, già sei volte campione mondiale, grazie a questa vittoria conquista anche la classifica finale proprio su Lobue e Paredes.

De Rose si deve accontentare solo del settimo posto. Ma che cornice di pubblico per lui, con la standing ovation di tutta la scogliera e della spiaggia strapiene di persone con il naso all’insù e i brividi per questi temerari che sembrano non conoscere cosa sia la paura.

«Non è andata come il 2017, ma penso di aver fatto bene lo stesso. L’obiettivo della stagione era essere un permanent diver anche per l’anno prossimo. Con questo risultato sarà sicuramente così», dice alla Gazzetta del Mezzogiorno il 26enne tuffatore di Cosenza, unico italiano in gara, che manda cuoricini a tutti dalla piattaforma e si commuove per il grande calore di Polignano: «Immaginavo di tornare qui e riavere questa pelle d’oca ogni volta prima di tutti i round. Mi hanno accolto con un grande affetto sono molto grato a tutti quanti». Lui che fino a poco tempo fa era cameriere di giorno e atleta nei ritagli di tempo, che ha perso il padre a 14 anni e si è tatuato la parola vendetta sulla schiena (poi rimossa pian piano con il laser) si gode l’abbraccio della Puglia che applaude al coraggio di un ragazzo, sempre in cerca di riscatto. All’ultimo tuffo, ammette, gli sono quasi tremate le gambe: «Devo essere sincero: ho provato un po’ di nervosismo. Forse questa volta non sono riuscito a reggere la pressione. Volevo tanto essere sul podio ma ogni gara è un’esperienza, si impara qualcosa, quindi sono contento anche di aver sbagliato».

Al termine della World series è tempo per De Rose di primi bilanci: «È stato un po’ altalenante come anno, purtroppo non solo mai riuscito a salire sul podio, ho avuto tante opportunità, ma questo è un qualcosa che mi aiuterà per l’anno prossimo per lavorare di più e cercare di raggiungere obiettivi più grandi».
Polignano chiude un circuito che ha visto prima nell’ordine sette tappe in Texas, Bilbao (Spagna), Sao Miguel -Azores (Portogallo), Sisikon (Svizzera) Copenhagen (Danimarca), Mostar (Bosnia).
Tra le donne vince l’australiana Rhiannan Iffland che supera di circa 50 punti la canadese Lysanne Richard e la bielorussa Yana Nestsiarava. Anche in campo rosa è l’australiana a conquistare la classifica generale finale superando la messicana Adriana Jimenez (quarta a Polignano) e la Richard.
A premiare gli atleti il sindaco di Polignano e presidente dell’Anci Puglia Domenico Vitto insieme all’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone e all’assessore regionale allo Sport, Raffaele Piemontese.

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