Sabato 18 Gennaio 2020 | 03:42

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Chiricò al Lecce, gli ultras non lo vogliono: «Si è comportato male»

A Martignano 300 tifosi hanno protestato contro l'allenatore Liverani e il calciatore brindisino, reo di essersi comportato male nella precedente esperienza giallorossa

Liverani: cercare di trasformare un gruppo in squadra

Il tecnico del Lecce Fabio Liverani

Tengono banco il caso-Chiricò e la contestazione inscenata ieri da circa 300 tifosi, a Martignano, nei confronti del calciatore brindisino e del direttore sportivo Mauro Meluso, reo di averlo portato a Lecce. Gli ultras hanno chiesto ad entrambi di andare via. Nel mirino, però, è finito in qualche modo anche l’allenatore Fabio Liverani, in quanto è stato intonato il coro «Liverani portaci rispetto», che è sembrato un invito, nemmeno troppo velato, al tecnico a non schierare l’attaccante.
Nelle ore seguenti e per tutta la giornata di ieri, il web, attraverso i social ed i forum, ha fatto da cassa di risonanza alle variegate posizioni della tifoseria salentina, che sembra concorde solo su un aspetto: Chiricò si è comportato male nella sua precedente avventura in maglia giallorossa ed anche quando militava nel Foggia.
Ferma restando questa convinzione, comune a tutti gli interventi, il dibattito ha visto contrapposti gli “integralisti”, che chiedono l’immediata cessione del calciatore ed anche l’allontanamento di Meluso, ed i “buonisti”, o coloro che pensando esclusivamente al bene del Lecce, invitano alla moderazione, nella consapevolezza che il fuoco acceso dalla contestazione di martedì scorso potrebbe divampare incontrollato, minando la tranquillità della squadra e conseguentemente incidendo sui risultati.


Chi proprio non vuole saperne di Chiricò in maglia giallorossa rammenta come fosse universalmente noto che il giocatore è inviso alla piazza e che quindi l’operazione non andasse nemmeno ipotizzata, qualunque sia il motivo che l’abbia ispirata. Da qui, secondo questo ragionamento, discenderebbe la necessità che vada via anche Meluso, che si è assunto la paternità dell’ingaggio. Nell’ambito di questa posizione, però, in tanti sostengono che, pur avendo sbagliato, il direttore sportivo debba restare al proprio posto, avendo ampiamente dimostrato di sapere fare il proprio lavoro, allestendo una compagine in grado di vincere in serie C e mettendo su, con ampio anticipo, su un organico di buon livello per la serie cadetta.
Chi si preoccupa solo del bene del Lecce, rimarca che, chiedendo scusa, Chiricò ci abbia messo la faccia, indipendentemente che le sue parole siano state o meno sincere, ma soprattutto si chiede se sia lecito correre il rischio di rompere il giocattolo, proprio ora che, dopo sei stagioni di sofferenza in Lega Pro, la squadra è tornata tra i cadetti. Per questa fetta di tifosi, insomma, varrebbe la pena di ingoiare il rospo della presenza dell’attaccante di Mesagne in organico, evitando di continuare ad innescare polemiche che certamente farebbero comodo solo agli avversari del complesso salentino.

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