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Il significato dell’amore oltre i cuoricini sui social

Il significato dell’amore oltre i cuoricini sui social

Il significato dell’amore oltre i cuoricini sui social

 
rossella palmieri

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rossella palmieri

Il significato dell’amore oltre i cuoricini sui social

E la festa zuccherosa legata a S.Valentino

Domenica 09 Febbraio 2025, 11:00

Amore, figlio della Mancanza. Sì. Di questo si tratta, di ciò che manca. Il difetto da cui viene il tormento, una sottrazione che può crescere fino a scrivere una condanna, l’incompletezza quale terra di nessuno e allo stesso tempo luogo della speranza, dove si attende la manifestazione di una grazia o un moto che spinge a cercare con perseveranza chi (pensiamo) ci sia destinato. Sarà un bel dire di un San Valentino come festa zuccherosa e consumistica, ma la verità è che non è possibile fare a meno di una riflessione sull’amore ben più che in un solo giorno. Perché ‘amore’ non significa cuori sui social con tutte le varianti virtuali o, peggio, chat interminabili, vero abuso che ha sostituito corteggiamenti, conoscenza e conversazioni che solo gli occhi possono veicolare, non uno schermo. E ‘amore’ non è neanche l’altra metà della mela, così difficile da far combaciare tra errori e incongruenze che pertengono sempre al frastagliato mondo dei sentimenti di ciascuno. Somiglia sempre meno a ciò che incarnano i due amanti di Platone, alla ricerca di quella dimensione di eterno che li faccia uscire dalla loro dolorosa finitudine, quanto piuttosto a quelli del “Cantico dei Cantici”, che accettano di avere una mancanza, una ferita o una incompletezza che neanche il più valente eroe o eroina può far guarire del tutto, ma questa crepa dentro di sé se la medicano per tutto il tempo, affinché non diventi mortale e infetta, suturandola se perde sangue e cercando insieme la cura per tenerla quanto più possibile al riparo dagli urti che lo stare insieme inevitabilmente produce. Lasciamo che siano due scrittori a sintetizzare la valenza di questo giorno su ciò che di più fragile c’è in un rapporto a due: il tempo e le proprie voragini interiori. Un Pirandello poco noto per le sue poesie così si espresse: “E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, ma di rifiorire alla sera. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito”. E Bukowski: “era una a cui non importava il potere dei tuoi dèmoni; sapeva renderli dolci come se fossero angeli”. Auguri a chi, queste parole, sa incarnarle nella realtà senza timore di togliersi da improduttive comodità e vagare per aspre vie nel cercare quel qualcuno/a che sarà anche scomodo ma dà sale, che poi è ciò che cura tutto, come diceva la Blixen. “La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime. O il mare”.

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