Domenica 22 Marzo 2026 | 13:15

Taranto, il quartiere Salinella e il tempo sospeso

Taranto, il quartiere Salinella e il tempo sospeso

Taranto, il quartiere Salinella e il tempo sospeso

 
giuse alemanno

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giuse alemanno

Taranto, il quartiere Salinella e il tempo sospeso

Taranto è città complessa. La spiccata meridionalità ne appuntisce le caratteristiche, eterogenee tanto nelle genesi quanto negli epiloghi.

Domenica 22 Marzo 2026, 11:11

Taranto è città complessa. La spiccata meridionalità ne appuntisce le caratteristiche, eterogenee tanto nelle genesi quanto negli epiloghi. La storia millenaria trasforma tali modelli in paradigmi di rara sofisticatezza, talmente efficienti e collaudati da sublimare perfezione. Di uno argomenterò, con la sintesi che questa rubrica impone. È un sentimento diffuso, che si percepisce in queste giornate di accennata primavera: la capacità di attendere di Taranto. Non è semplice passività. Con superficialità, troppo si è malignato in tal senso. È, invece, quella mediterranea sospensione del tempo, unita a opportuna tensione esistenziale, tra un presente antipatico e il futuro desiderato.

Se Taranto convive costantemente con le contingenze quotidiane che la incatenano all’oggi, non smette di coltivare speranze, preparandosi al voluto. Così l’attesa tarantina diventa intervallo tra ciò che c’è e quel che ci sarà, e la pazienza necessaria per superare tale spazio non deve essere scambiata per rassegnazione, dato che l’energia delle coscienze regge la fiaccola del desiderio di vivere in una Taranto diversa e migliore.

L’attesa, così, diventa incubatrice di futuro; il non ancora trasforma la smorfia amara del presente in un piccolo sorriso. È confutabile, perciò, la nota riflessione di Seneca: Il maggior ostacolo del vivere è l’attesa, che dipende dal domani e spreca l’oggi. Più convincente quella di Giacomo Leopardi, sostenente che la vera gioia non risieda nel dì di festa, ma nell’attesa insita nel sabato, quando tutto sembra promettere possibilità e speranze. L’attesa, dunque, diventa preziosa al pari del raggiungimento del risultato. Sono questi i ragionamenti che mi sostengono ogni volta che attraverso da cima a fondo il quartiere Salinella. Tutti quei lavori - tutti insieme, contemporaneamente e nello stesso posto – metterebbero a dura prova anche la pazienza di un santo. Figuratevi quella di un peccatore come il sottoscritto. Nemmeno provo a immaginare le difficoltà dei residenti, assaliti quotidianamente da rumori, polveri, mal segnalati restringimenti viari, strade sventrate e difficoltà di ogni tipo. Ma costoro hanno imparato a attendere, hanno capito che tra meno di un anno quel quartiere sarà altro e meglio dell’attuale.

Il sacrificio di questi mesi avrà ricompensa. Il mercato immobiliare se ne è già accorto, vista l’impennata dei prezzi delle abitazioni in vendita nel quartiere. E - come cantò Riccardo Fogli in ‘Storie di tutti i giorni’, canzone che vinse Sanremo nel 1982 – anche quelle della Salinella sono storie ferme sulle panchine, in attesa di un lieto fine.

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