Domenica 16 Dicembre 2018 | 02:30

DOCUMENTO/La Gazzetta nel teatro Margherita di Bari

di NICOLA PEPE
Il teatro Margherita, da 29 anni, è in abbandono. Lo Stato ha speso negli ultimi 10 anni poco più di 10 milioni di € per la prima parte della ristrutturazione. Ma per completarla servono ancora 20 milioni. Le foto esclusive degli interni
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• L'atto notarile del 1912
• Nel 1992 Il progetto di Renzo Piano
• Cosa è il project financing
BARI - Interni teatro MargheritaBARI - Il 20 febbraio del 1980 proiettò il suo ultimo film, poi la chiusura. Il teatro Margherita, da 29 anni, è un monumento all’abbandono. Sarà per la sua scarsa «popolarità» o per l’«effetto Petruzzelli»; sta di fatto che nessuno alza la voce per quel monumento in stile eclettico - vagamente Art Déco - abbandonato a se stesso. 

Lo Stato, ha speso negli ultimi 10 anni poco più di 10 milioni di euro per la prima parte della ristrutturazione. Ma per completarla servono ancora 20 milioni di euro che, purtroppo, non ci sono. Per il teatro sulle «palafitte» - così è noto il Margherita - l’unica via d’uscita si chiama project financing: una procedura attraverso la quale i privati realizzano l’opera (che resta di proprietà pubblica) in cambio della gestione del bene per un determinato periodo di anni. Nel caso del Margherita, dovrebbero essere almeno di 40 anni. 

All’invito a proporre offerte per il recupero e la gestione del Margherita, bandito a marzo di quest’anno dalla Direzione regionale ai Beni culturali (il responsabile del procedimento è l’architetto Ruggero Martines), ha risposto solo un’impresa di Caserta. La procedura in materia di appalti prevede ora che la proposta del «proponente» venga valutata e, se ritenuta congrua rispetto al fabbisogno, messa a gara per verificare l’interesse di altre aziende. 

BARI - Interni teatro MargheritaIl proponente (dunque l’impresa di Caserta) potrà partecipare al bando, alla pari di altri concorrenti interessati. In questi mesi, da quanto si è appreso, diverse imprese hanno manifestato interesse per il Margherita: sta di fatto, però, che nessuna di queste si è fatta ancora avanti. Ufficialmente. 

Il Margherita, costruito nel 1911 e distrutto da un incendio pochi mesi dopo, è stato completato nel 1914: sorge dall’acqua come una palafitta su pilastri in cemento armato. «È il primo edificio in cemento armato di Bari», si legge dalla relazione dell’architetto Emilia Pellegrino, la progettista della Soprintendenza di Bari che ha seguito negli ultimi 10 anni i due progetti di restauro. Ed uno dei primi in assoluto in cui la nuova tecnica viene applicata in modo sistematico da parte del progettista, l’ing. Francesco De Giglio. 

BARI - Interni teatro MargheritaDopo la chiusura, il Margherita fu sottoposto ad alcuni interventi di «messa in sicurezza » (la cupola perdeva pezzi), mentre i due cospicui finanziamenti erogati nel corso degli anni sono arrivati con i fondi del gioco del Lotto. Il primo stralcio (15 miliardi di vecchie lire) di lavori fu destinato al consoldiamento strutturale e alle opere a mare: caratteristica del Margherita è la vasca in cemento armato che è stata realizzata per «reggere » l’immobile. La seconda parte dei lavori è rientrata nella programmazione 2004-2006. I lavori, affidati a un’impresa di Altamura - la «Costruzioni srl» - hanno riguardato essenzialmente il completamento degli interventi strutturali, il restauro dei prospetti (compresi gli elementi decorativi) e il foyer. 

BARI - Interni teatro MargheritaI lavori - dopo una sospensione tecnica - dovrebbero riprendere a gennaio e terminare in un paio di mesi. Esaurita tale fase, per finire il «guscio» occorrerà mettere mano alla sala nonché agli impianti e alle rifiniture. Servono ancora molti soldi, dunque. Gli esperti stimano 20 milioni di euro, ma probabilmente ne occorreranno di più. La carenza di risorse dello Stato ha fatto pensare a una ipotesi di project-financing: resta da capire come tale soluzione potrà conciliare con quella che vede la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari come soggetto gestore dell’attività teatrale a Bari. Parteciperà la stessa Fondazione al progetto? Per ora si attende che qualcuno si faccia avanti. Poi si vedrà. Nel frattempo il Margherita «guarda» il Petruzzelli.
NICOLA PEPE

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