Venerdì 22 Febbraio 2019 | 13:25

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«Grazie alla Farnesina mio figlio ora è in salvo»

Rosy Fiorani ringrazia le autorità che le hanno permesso di riabbracciare suo figlio Fortunato Esposito cui, durante una vacanza in Colombia, avevano sparato durante una rapina
MANDURIA (TARANTO) - «Non mi sembra ancora vero che mio figlio sia tornato a casa sano e salvo». Rosy Fiorani dalla sua abitazione si sente quasi come uscita da un incubo dopo la brutta avventura toccata circa un mese fa a suo figlio, Fortunato Esposito, 29 anni, di Manduria, e della quale solo oggi si è avuta notizia.
Il giovane, che ora è rientrato a casa, gestisce in paese un azienda agrituristica ed ha la passione dei viaggi e della natura. Ma in Colombia, a settembre, mentre era in vacanza, è incappato in strada in alcuni rapinatori che lo hanno aggredito, gli hanno portato via pochi euro e lo hanno ferito con un colpo di pistola. Fortunato se l'è cavata con una degenza di 15 giorni in ospedale, protetto in tutti i sensi dalle autorità italiane di quel Paese del Sudamerica.
Del ferimento di Fortunato nessuno ha mai dato notizia, anche per la riservatezza della famiglia. Ma ora la madre del giovane ha voluto portare alla luce quell'episodio esclusivamente per manifestare il proprio ringraziamento alla Farnesina e all'ambasciata italiana a Bogotà che hanno vigilato su Fortunato sin dagli attimi successivi al suo ferimento.
L'aggressione e la rapina a Fortunato sono avvenuti a Santa Marta, città colombiana baciata dal sole che conta circa 300mila turisti l'anno. Fortunato era in vacanza in un piccolo villaggio, Taganga, dove aveva preso una casa; non era neppure la prima volta che si recava lì, appassionato com'è di viaggi a diretto contatto con la natura. Gente cordiale, quella indigena - ricorda sua madre - mai nessun problema per Fortunato; eppure il pericolo era in agguato e il giovane ha rischiato davvero grosso.
«Vi dico grazie con il cuore pieno di commozione e traboccante di felicità» ha scritto la mamma di Fortunato in una lettera di ringraziamento inviata all'ambasciata italiana a Bogotà. Poche righe per sottolineare che «il brutto episodio vissuto da mio figlio, che avrebbe potuto avere risvolti ancora più drammatici, è stato egregiamente gestito» dalla stessa ambasciata. La mamma di Fortunato cita in particolare tre persone - la dottoressa Anna Maria Russo, l'appuntato dei carabinieri Claudio Nuccetelli e il console di Santa Marta Costantino Fallace - che «con la loro straordinaria competenza, sensibilità e umanità hanno fatto sì che Fortunato, dopo una breve degenza in ospedale, potesse tornare in Italia totalmente in sicurezza».
Poche righe quelle scritte da Rosy Fiorani. Ma cosa provi lo fa capire soprattutto attraverso la voce al telefono, quando ripete: «Ancora non mi sembra vero» e ribadisce che «ora è giusto che si sappia su tutti i giornali chi ha fatto tanto per mio figlio».

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