L’anno politico che verrà dalla A alla Z visto dalla Puglia.
Acqua. Sulla gestione dell’Aqp si sono spesi per mantenerne lo status di società pubblica sia il centrosinistra con Michele Emiliano che il centrodestra con Raffaele Fitto. La nuova legge che assegna una nuova governance è il risultato di un virtuoso trasversalismo. Una danza della pioggia congiunta tra destri e sinistra potrebbe non bastare a risolvere la crisi idrica: urgono interventi di modernizzazione delle condotte e una diffusione di una ancora più radicata cultura del risparmio della risorsa idrica.
Bari. Il capoluogo regionale, guidato da Vito Leccese a Palazzo di città, sarà laboratorio di gestione dell’overturism e banco di prova di una rigenerazione urbana con i fondi del Pnrr su Costa Sud.
Consorzi di Bonifica. Definiti un “carrozzone”, diventano cruciali in una Puglia assetata. Ma l’ostilità che registrano tra gli agricoltori, per i noti disservizi, va demolita con i fatti. A stretto giro.
Demanio marittimo. La questione spiagge da mettere a bando perché «lo ha detto l’Ue» e il piano coste che senza fortuna ha provato a redigere il consigliere delegato all’Urbanistica Stefano Lacatena accendono i riflettori sulle norme che governano uno spazio pubblico, gestito da privati, che è parte dell’identità e dell’economia pugliese. I nodi sono arrivati al pettine e non vanno rimandati.
Emiliano. Il governatore uscente è un hard-disk vivente della Puglia degli ultimi vent’anni. Da assessore della nuova giunta Decaro potrà mettere a frutto, senza le pressioni di chi sta in prima linea, le sue competenze e la sua connessione sentimentale con il popolo pugliese.
Fdi. I meloniani in questi anni hanno ritrovato il primato nel centrodestra, ma in un contesto nel quale la coalizione ha rimediato sconfitte sonore. Il 2026, anno preparatorio delle politiche, offrirà l’occasione alla destra per tornare a ragionare su come attrezzarsi per conquistare un consenso maggioritario. Al melonismo bisognerà aggiungere l’alchimia che allarga un’alleanza fino a renderla vincente. Del resto Giuseppe Tatarella diceva: «La nostra identità è vincere». La scommessa di tornare a unire il 51% dei pugliesi riguarda anche Forza Italia e Lega.
Giovani. Parola abusata nell’ultima campagna elettorale, scompare quando si guarda l’età dei consiglieri regionali o degli eletti nei consigli comunali dei comuni più grandi. L’emigrazione di talenti e cervelli non è un tema da bar, ma riguarda il futuro di una terra. Appunto per politici e istituzioni.
Intelligenza artificiale. Qualcuno spieghi ai politici le molteplici possibilità di applicazione. Dal traffico alle liste d’attesa. (Suggeriamo la lettura di Geopolitica dell’intelligenza artificiale di Alessandro Aresu.
Lavoro. I numeri degli occupati in Puglia sono tra i migliori d’Italia, ma la querelle sulla qualità dell’occupazione non è un virtuosismo, ma la misura di una crescita autentica di un territorio. Non tutto è salario minimo (che pure andrebbe trasformato in qualcosa più di uno slogan se i portieri della Regione prendono 6,7 euro all’ora).
Mare nostrum. Il lago da trasformare in un’agora gioiosa come nei saggi di Franco Cassano, impone alla politica di confrontarsi con la gestione del fenomeno dell’immigrazione oltre retorica e stereotipi. Una giunta regionale a Borgo Mezzanone consentirebbe di toccare con mano la sofferenza, l’esclusione ed insieme il ruolo insostituibile (ma a rischio sfruttamento) dei lavoratori che vengono dal Sud del mondo.
Novità. Antonio Decaro alla guida della Regione, dopo aver fatto l’assessore comunale, il consigliere regionale, il deputato, il sindaco, il presidente nazionale Anci e l’eurodeputato: la nuova esperienza del leader Barese è insieme una occasione per rigenerare la credibilità della politica attaccata dall’astensionismo, e per la Puglia che avrà come presidente un politico con un Cv tra i più corposi d’Italia.
Oriente. Lo sguardo della Puglia va in quella direzione: la Fiera del Levante rilanciata come luogo di incontro universale (anche tra Israele e Palestina) e un ruolo economico e culturale per i Balcani (con l’Albania ad un passo dall’ingresso in Ue) sono la sublimazione di una missione culturale e tutta politica.
Poli Bortone. «La Adriana», attivissima da sindaco di Lecce, potrebbe nelle prossime settimane correre per diventare presidente della Provincia. Da madrina nobile della coalizione, dopo aver superato l’antica rivalità con Raffaele Fitto, può aiutare i dirigenti della coalizione a riscoprire il gusto della politica delle «idee che diventano azioni».
Quorum. Non c’è per il referendum sulla giustizia di marzo (secondo l’annuncio di Nordio): la Puglia civile dovrà però prendere posizione su una riforma epocale che riguarderà le dinamiche dell’esercizio di una delle funzioni costituzionali essenziali. Chi resterà a casa, sarà in ogni caso colpevole.
Ramelli. Intitolare una scuola a Sergio Ramelli, militante del Msi morto dopo esser stato colpito a sprangate sotto casa da una banda di Avanguardia operaia, è un gesto di civiltà. Come dedicare a Bari una strada a Benedetto Petrone, accoltellato a morte da un estremista di destra. Nulla di «divisivo»: la Cgil di Lecce è fuori strada in una Puglia che può ricucire le ferite del Novecento anche con la toponomastica.
Spazio. Lo spazioporto di Grottaglie può essere il termometro dello sviluppo del settore aerospaziale e di una industria della sicurezza che in Puglia ha eccellenze. Ci sono molti progetti, e un network che va dalla scuola al Bic di Brindisi da valorizzare, con il supporto del governo nazionale e di quello regionale.
Transizione green. L’industria pugliese ha più aree a rischio per il passaggio verso la sostenibilità. L’Ue ha iniziato a ripensare ai tempi di questa evoluzione. Ma Ilva e Motor Valley di Bari hanno bisogno di certezze: sui tempi e i piani economici.
Voto di scambio. Le inchieste sulla compravendita di voti sono state una macchia indelebile per le ultime stagioni politiche. I processi faranno il loro corso, ma il monito del procuratore Francesco Giannella sulla «assuefazione» al malaffare (da combattere) dovrebbe essere una preghiera quotidiana per chi si impegna nello spazio pubblico.
Xylella. Da peste degli ulivi può diventare occasione per unire scienza ed agricoltura. A condizione che le risorse per rigenerazione e reimpianti non spariscano inspiegabilmente come in un siparietto del Mago Silvan.
Zes. Unica o agricola. E’ una opportunità spiega la destra, «se adeguatamente finanziata», sostiene il Pd. Ma saranno i numeri a indicare quanto questo strumento possa essere volano di sviluppo economico e occupazione.
















