In quasi 40mila, negli ultimi 15 anni, si sono trasferiti in altri centri italiani. Il drammatico spopolamento che ha colpito Taranto delinea una vera e propria fuga di massa, un’emorragia demografica che tra il 2011 e il 2025 ha visto ben 37mila 500 residenti abbandonare il capoluogo ionico per stabilirsi altrove. Si tratta di 2mila 500 tarantini all’anno che, in media, sono andati via.
Lo studio elaborato dal ricercatore Stefano Cervellera, responsabile dell’ufficio Statistica del Comune di Taranto restituisce la fotografia di una comunità che vede i tarantini disperdersi dai comuni limitrofi sino alle metropoli del Centro-Nord.
L’esodo si è mosso verso realtà diverse. A partire dai centri della provincia ionica: Statte (4mila 500 residenti tarantini trasferiti con un’età media di 42 anni), Massafra (3mila 200; 39 anni), Martina Franca (2mila 800; 41 anni), Crispiano (1.900; 40 anni), Grottaglie (1.750; 38 anni), Pulsano (1.600; 43 anni), Leporano (1.550; 44 anni), San Giorgio Ionico (1.400; 37 anni), Mottola (1.100; 45 anni), Palagiano (950; 40 anni), Manduria (850; 46 anni), Castellaneta (780; 42 anni), Laterza (600; 39 anni), Ginosa (550; 41 anni), Lizzano (500; 44 anni), Fragagnano (450; 40 anni), Carosino (400; 38 anni), Monteiasi (380; 37 anni), Montemesola (350; 41 anni), Faggiano (320; 42 anni), Roccaforzata (280; 40 anni), Monteparano (250; 39 anni), Sava (220; 43 anni), Maruggio (200; 47 anni), Avetrana (180; 45 anni) e Torricella (150; 44 anni).
Non meno rilevante è lo spostamento verso i capoluoghi pugliesi e i centri delle province vicine, con Bari (1.200; 35 anni l’età media dei tarantini trasferiti) che svetta tra le mete principali insieme a Lecce (900; 34 anni), Brindisi (750; 36 anni), Foggia (400; 37 anni) e realtà come Altamura (300; 33 anni), Molfetta (250; 35 anni), Bitonto (220; 36 anni), Trani (210; 34 anni), Barletta (200; 35 anni), Andria (190; 36 anni), Bisceglie (180; 34 anni), Monopoli (170; 37 anni), Polignano a Mare (150; 36 anni), Fasano (140; 38 anni), Ostuni (130; 40 anni), Francavilla Fontana (120; 39 anni), Mesagne (110; 41 anni) e Casarano (100; 42 anni).
Infine, una fetta consistente di questi 37.500 ex residenti del capoluogo ionico ha cercato fortuna nelle grandi direttrici dello sviluppo nazionale, tra cui Roma (2.100; 32 anni l’età media), che rimane una delle destinazioni predilette, seguita a ruota da Milano (1.800; 29 anni) e da altri centri lombardi come Monza (450; 31 anni), Bergamo (400; 30 anni), Brescia (380; 32 anni), Pavia (350; 28 anni) e altri.
Il Nord-Ovest ha esercitato un forte richiamo anche con: Torino (950; 31 anni), Novara (280; 32 anni), Alessandria (250; 35 anni) e Genova (400; 38 anni), mentre verso il Centro il flusso si è incanalato in direzione di Bologna (850; 28 anni l’età media dei trasferiti), Modena (400; 31 anni), Reggio Emilia (380; 32 anni), Parma (350; 30 anni); Firenze (600; 31 anni l’età media), Pisa (350; 27 anni), e poi ancora altri centri a seguire.













