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Sannicandro rientra all’Asset, reintegrato come direttore generale. Ma non gestirà più appalti

Sannicandro rientra all’Asset, reintegrato come direttore generale. Ma non gestirà più appalti

Sannicandro rientra all’Asset, reintegrato come direttore generale. Ma non gestirà più appalti

 
Massimiliano Scagliarini

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Massimiliano Scagliarini

Tangenti per appalti in Puglia, Elio Sannicandro: «Io? Mai preso soldi»

Dopo la revoca dell’interdizione all'ingegnere barese imputato per corruzione e turbativa d'asta. La Regione cambia l’assetto organizzativo dell'agenzia: al manager solo compiti organizzativi

Mercoledì 17 Luglio 2024, 10:21

BARI - Lunedì sera il governatore Michele Emiliano ha firmato il decreto con cui ha revocato il commissariamento dell’agenzia Asset. E dunque ieri Elio Sannicandro è tornato al suo posto di direttore generale. È l’effetto del provvedimento con cui la scorsa settimana il gup Isabella Valenzi ha revocato l’interdizione disposta a novembre a carico del 60enne manager barese, finito a giudizio nell’ambito del processo su tangenti e appalti truccati del dissesto idrogeologico.

Prima della riammissione in servizio (che per certi versi è un atto dovuto: c’è un contratto in vigore fino a novembre 2025) la Regione ha modificato gli assetti organizzativi dell’Asset, introducendo una separazione di compiti per cui il direttore generale si occuperà solo di strategia e programmazione mentre gli adempimenti in materia di appalti sono stati demandati a un dirigente. Un aspetto valorizzato dal gup per ritenere che sia venuto meno il rischio di reiterazione dei reati contestati (l’accusa è che avrebbe preso 60mila euro dall’imprenditore lucerino Antonio Di Carlo per favorirlo nell’aggiudicazione di lavori) ai quale pure Sannicandro si è sempre detto estraneo. Il commissario nominato a novembre, l’ex generale della Finanza Salvatore Refolo, resta in carica come delegato al dissesto idrogeologico, l’ambito in cui sarebbero stati compiuti i reati contestati dalla Procura di Bari.

La misura interdittiva nei confronti di Sannicandro era stata annullata con rinvio dalla Cassazione, ma il nuovo giudizio davanti al Riesame non si è svolto perché nel frattempo è intervenuta la revoca. Le motivazioni della Cassazione non sono ancora state depositate, e potrebbero aver rivalutato i gravi indizi di colpevolezza in senso affine alle posizioni della difesa (avvocato Michele Laforgia). Ipotesi, quest’ultima, che avrebbe consentito a Sannicandro di optare per il rito abbreviato invece che per il dibattimento (al via il 1° ottobre). 

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