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Potenza

Nasce «Il rione giardino»
per far rivivere S. Maria

Nasce «Il rione giardino»  per far rivivere S. Maria

di Luigia Ierace

POTENZA - Solo un ricordo antico nella memoria dei più anziani e una speranza di farlo rivivere per i più giovani, cresciuti con i racconti dei loro genitori e dei nonni. Due generazioni nell’affollato incontro che si è tenuto nei locali di piazzale Europa (sottostanti all’Ufficio postale), a Santa Maria, per presentare l’associazione di promozione sociale denominata il «Rione Giardino».

Un nome, che non a caso, richiama i fasti di quella che, negli anni a cavallo tra il Sessanta e il Settanta, era la periferia più bella di Potenza: Santa Maria, il rione dei giardini fioriti e ben curati. Un’immagine che contrasta con l’aspetto attuale del rione. Di qui la nascita del sodalizio che, si presenta stasera alla città con uno spettacolo, nel teatro Principe di Piemonte (si veda altro pezzo in pagina), e che, come ha spiegato il presidente Carmine Rocco Mecca, ha «l’ambizioso progetto di riportare all’antico splendore il Rione S. Maria che era appunto chiamato il Rione Giardino della città di Potenza. Un quartiere fondamentale per il tessuto urbano; rappresentando di fatto la porta nord del comune capoluogo di Regione».

Ricco di servizi (scuole, uffici, stazioni ferroviarie, Ospedale S. Carlo, Museo Provinciale, Pinacoteca Provinciale, Polizia Stradale) si è ora arricchito anche della presenza delle Biblioteche Provinciale e Nazionale nel nuovo edificio sorto al posto del “Reparto Infettivo” dell’ex Ospedale S. Carlo ora sede della Provincia.

«A tale ricchezza - continua Mecca - corrisponde in maniera direttamente proporzionale un preoccupante degrado sia dal punto di vista urbanistico che dal punto di vista sociale. Nel rione infatti è esplosa una drammatica “emergenza sociale” dovuta alla presenza degli extracomunitari africani ospitati nell’Istituto Principe di Piemonte intorno ai quali è sorto un vergognoso giro di prostituzione, spaccio di stupefacenti e altre azioni che turbano non poco la tranquillità del rione. A tale attività si aggiungono schiamazzi a tutte le ore e devastazione delle aree verdi trasformate in vespasiani a cielo aperto».

L’Associazione, pertanto, si è fatta promotrice di una petizione tra i cittadini e i residenti del quartiere per segnalare alle autorità preposte tale incresciosa situazione. Una raccolta di firme che saranno inviate al prefetto, al questore e al sindaco di Potenza per «denunciare il grave disagio arrecato dalla presenza degli ospiti dell’Istituto Principe di Piemonte per schiamazzi diurni e notturni; atti osceni in luogo pubblico; prostituzione». Ma non basta la sola denuncia, così come non basta aspettare che le istituzioni con i loro annosi problemi di bilancio debbano intervenire a sanare situazioni ormai divenute ataviche. I cittadini che hanno partecipato numerosi all’incontro promosso dall’associazione si sono impegnati, anche autotassandosi, a contribuire, ciascuno in base alle sue disponibilità, alla rinascita socio-culturale di S. Maria.

Si partirà con la creazione di un centro di accoglienza diurno per anziani per alleviare il problema della solitudine e dell’emarginazione della terza età, che nel rione è particolarmente sentito. È stato individuato come contenitore l’ex-sede dell’Ufficio Scolastico del Comune di Potenza in piazza Europa, perfettamente idoneo ad ospitare tale attività.

E con i fondi che saranno raccolti, tra i primi impegni del «Rione giardino» la sistemazione della gradinata del Covo degli Arditi che lega via Lazio e via Ciccotti e che versa in condizioni pietose. Dopo il furto di gradini, denunciato dagli stessi cittadini, il Comune ha inibito il passaggio con una barriera e un nastro che ne indica il pericolo. Ma nessun intervento, da Comune o Provincia, è stato fatto e i cittadini continuano a passare incuranti del divieto. Ora saranno gli stessi residenti a prendersene cura.

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