Martedì 19 Marzo 2019 | 00:24

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I controlli
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Dall'ispettorato del lavoro
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Il comizio
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Le parole
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A Melfi
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E sui cogl...: ho esagerato Vd

 
Il fenomeno
Le case dei lucani all’asta un altro segno della crisi

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La rapina
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La decisione
Papa: Monsignor Augusto Bertazzoni sarà venerabile

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La denuncia
Potenza, 5 mesi di attesa per prenotare visita fisiatrica

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l’altra faccia della disoccupazione
Il 66% dei disoccupati lucani non cerca più un lavoro

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Il Biancorosso

LE PAGELLE
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A Potenza

A giudizio agente: in congedo
per la 104 girava filmini porno

Video hard «virale», chiesto processo per 7 ragazzi

Il gup di Potenza ha rinviato a giudizio, con le accuse di truffa, falso e simulazione di reato, un lucano di 44 anni, agente del Corpo forestale dello Stato, perché nel 2015, pur usufruendo del congedo per l’assistenza a un familiare malato, avrebbe lasciato la Basilicata per recarsi all’estero: la prima udienza si svolgerà il prossimo 14 settembre.
La vicenda «esplose» mediaticamente nel 2016 quando fu diffuso su Whatsapp un video pornografico - girato negli Stati Uniti a giugno 2015 - in cui compariva l’uomo, che in quel momento, secondo l’accusa, si trovava in congedo retribuito. La clip fu segnalata da qualcuno anche ai suoi superiori. L’agente forestale, che fu successivamente sospeso dal servizio (misura poi revocata), decise anche di presentare una denuncia per la diffusione del video, che «girò» su telefonini e computer in modo «virale». Il fatto che l’uomo si fosse recato all’estero per un video porno non è stato però specificamente contestato dai magistrati, che gli imputano di aver lasciato la Basilicata senza averlo comunicato alla sua amministrazione (e in un altro paio di occasioni di aver dichiarato di essere in servizio in una zona della regione mentre - secondo i rilievi delle celle dei cellulari - si trovava altrove). In base ai calcoli del pm, avrebbe così percepito «un ingiusto profitto» di circa 2.800. Il reato di simulazione di reato è invece collegato al fatto che, secondo i magistrati, la denuncia presentata riguarderebbe il fatto di essere stato ripreso a sua insaputa, mentre secondo la difesa il riferimento è alla diffusione stessa del video su Whastapp. «Poteva essere una vicenda risolvibile nel corso dell’udienza preliminare - ha detto il legale dell’agente forestale, Leo Chiriaco - senza poi andare a processo, atteso che la condotta contestata, come da copiosa e uniforme giurisprudenza, riguarda invece altre eventuali ipotesi di reato».

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