Giovedì 13 Agosto 2020 | 10:02

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Il sindaco blocca il bicchiere
alcolici vietati dopo le ore 23

Contro gli schiamazzi notturni e atti di vandalismo nel centro storico

Il sindaco blocca il bicchiere  alcolici vietati dopo le ore 23

di Francesco Russo

VENOSA - Mano dura del sindaco Tommaso Gammone per fronteggiare il fenomeno degli schiamazzi nel centro storico durante le ore notturne. Il primo cittadino di Venosa ha emanato due ordinanze: la prima, che vieta agli esercenti la somministrazione di bevande alcoliche da asporto «dalle 23 fino alle 6 del giorno successivo, nel periodo dal 15 dicembre fino al 15 gennaio prossimo, con la sola eccezione della notte di San Silvestro».

La seconda, che prevede il divieto di assembramento di persone nei vicoli delle aree limitrofe a piazza Castello. Immediata, la reazione di alcuni esercenti di bar e locali del centro storico, che hanno incontrato lo stesso sindaco Gammone per lamentare il danno economico che l’ordinanza provocherebbe in un periodo, quello natalizio, caratterizzato solitamente da un incasso maggiore rispetto a quello degli altri mesi invernali. «Sono intervenuto - dice Gammone - dopo le proteste dei residenti, che ci segnalano continuamente il problema degli schiamazzi, di bottiglie vuote sparse ovunque, di episodi di vandalismo, di casi di persone che imbrattano di urina gli angoli del centro storico. Per questo motivo - continua - ho vietato, nel periodo di crescita della movida, la vendita di bevande alcoliche da asporto a Venosa dalle 23 fino alle 6.

Gli esercenti, però - mette in chiaro - all’interno dei propri locali potranno continuare a somministrare alcolici fino all’una di notte. Ma non potranno vendere - ribadisce - bevande da consumare all’esterno». Il sindaco, nell’ordinanza, specifica che «negli ultimi tempi si registra nelle vie della città di Venosa, in particolare nelle ore notturne, l’eccessivo consumo di bevande alcoliche da parte di giovani, anche minori di sedici anni, che porta all’inevitabile conseguenza del manifestarsi di schiamazzi, tali da turbare la quiete pubblica, comportamenti violenti ed episodi di teppismo». «Due anni fa - aggiunge Gammone - avevo consigliato agli esercenti di prendere contromisure, magari rivolgendosi ad un servizio di vigilanza come deterrente. Non hanno seguito il mio suggerimento e sono stato costretto ad intervenire, emanando anche un’ordinanza per vietare l’assembramento di gente nei vicoli delle aree limitrofe a piazza Castello».

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