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In Puglia e Basilicata

trasporti

Sarà un treno dei desideri, l’Alta velocità sfugge ancora in Basilicata

La Basilicata si rassegni: qui l'Alta velocità va «a dorso di mulo»

(Foto Tony Vece)

Nonostante i finanziamenti, la Basilicata verrà solo lambita dal piano

09 Agosto 2022

Massimo Brancati

POTENZA - L’hanno definito il «buco nero» dell’alta velocità in Italia. Nonostante le risorse messe a disposizione per la riqualificazione della rete ferroviaria, la Basilicata resterà tagliata fuori dal processo di modernizzazione. N’è convinta la Svimar (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne) che ha effettuato uno studio proprio per denunciare come il territorio lucano, sul fronte ferroviario, vivrà soltanto di illusioni. «La Lucania - tuona Marco Trotta, vice presidente Svimar e presidente di Potenza nostra - viene discriminata, mantenuta in una condizione di notevole ritardo e divario infrastrutturale ferroviario e limitata fortemente nella mobilità del trasporto passeggeri e merci rispetto alle altre regioni meridionali e alle altre aree del Paese».

Amara considerazione che accompagna un dato di fatto: tutte le linee di Alta Velocità e Alta Capacità, lambiscono la nostra regione lungo i brevi tratti costieri, del Tirreno e dello Jonio, senza attraversarla, però, sia in senso trasversale che verticale.
investimenti Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha presentato un Piano Industriale decennale 2022- 2031 che prevede per la Basilicata l’investimento di 4,92 miliardi di euro nell’arco dei prossimi 10 anni per le infrastrutture ferroviarie e stradali. La dotazione di risorse per gli investimenti nei trasporti ferroviari lucani (come riportato nel Def 2022) ammonta a 1,905 miliardi di euro per il potenziamento della linea Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto, 335 milioni per l’ammodernamento linea ferroviaria Potenza Foggia e 365 milioni di euro per il completamento della Ferrandina- Matera.

STRATEGIA - «Nonostante l’Europa abbia distribuito con i fondi comunitari del Next Generation UE oltre 200 miliardi di euro all’Italia, per perseguire l’obiettivo di ridurre i divari territoriali economici, sociali e infrastrutturali del Mezzogiorno - spiega Trotta - il Governo Draghi e quello regionale di Bardi hanno penalizzato la Basilicata, escludendola dagli investimenti dell’Alta Velocità, spendendo i soldi pubblici per interventi di facciata sulla linea storica esistente Romagnano- Potenza che non diminuiscono i tempi di percorrenza di lunga distanza degli spostamenti dei cittadini lucani, né aumentano considerevolmente la velocità dei treni che l’attraversano».
RISULTATI - Il divario infrastrutturale lucano rimarrà ancora elevato rispetto al resto del Paese dopo aver perso l’occasione storica di ammodernare i propri trasporti pubblici e di ridurre i gap economici e sociali. «Sarà disatteso - sottolinea Trotta - l’obiettivo di lungo periodo, previsto dal Piano Strategico Regionale 2021-2030, di riduzione dei divari delle dotazioni infrastrutturali e sarà conservata la situazione di arretratezza infrastrutturale e determinati, nei prossimi 10 anni, il ristagno dell’economia regionale, l’avvio di tendenze recessive, la mancata crescita del potenziale di sviluppo del territorio ,e il conseguente spopolamento e declino demografico».

OCCASIONI - La finestra temporale, che si è aperta tra il 2021-2023, di deroga alle politiche di austerità e di sospensione del patto di stabilità (i parametri di Maastricht), con la possibilità di effettuare investimenti in deficit di bilancio, si chiuderà nel 2023. Non ci sarà nel futuro la disponibilità di risorse da destinare a ridurre i divari infrastrutturali delle aree interne del Mezzogiorno e della Basilicata. «La Lucania, per colpa della sua classe dirigente, nazionale e regionale - precisa Trotta - perderà il treno della modernità e della mobilità sostenibile. L’ammodernamento delle direttrici ferroviarie del Mezzogiorno (Alta Velocità/Alta Capacità) penalizzano la Basilicata, i lucani diventano figli di un Dio minore discriminati rispetto ai cittadini campani, pugliesi e calabresi che possono e potranno viaggiare con l’alta velocità. La Basilicata rappresenta un buco con tutto attorno le reti ferroviarie ad Alta Velocità/Alta Capacità. Alla bassa dotazione infrastrutturale ferroviaria aggiungiamo la peggiore qualità del servizio».
STORIA - «... il treno abbandona la costa di Salerno e il mare, e si addentra nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo». A distanza di più di 75 anni dalla pubblicazione del libro «Cristo si è fermato ad Eboli» di Carlo Levi, i lucani tornano a parlare di un Cristo che si fermerà al confine campano almeno fino al 2031.

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