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In Puglia e Basilicata

Trasporti

Potenza: l'Adriatica e la «cura del ferro» per mettere fine all’isolamento

la stazione centrale di Potenza da dove partono i treni che sono diretti a Foggia

La Stazione ferroviaria, foto Tony Vece

I progetti sulle ferrovie che la Regione vuole per collegarsi alla dorsale est. La scommessa alta velocità: allo studio le ipotesi per ridurre i tempi di percorrenza

07 Agosto 2022

Antonella Inciso

POTENZA - «Le infrastrutture sono la sfida più importante per la Basilicata». Dopo anni di immobilismo, di progetti finiti nei cassetti, di annunci rimasti solo sulla carta, la volta buona potrebbe essere questa. Con una «cura di ferro» che forte dei finanziamenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza potrebbe consentire ai lucani di avere le risposte e i servizi che meritano.

Il governo regionale di Centrodestra non ha smesso di «sognare» ed anzi sul fronte infrastrutturale potrebbe passare dalle parole di fatti. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Donatella Merra, ci crede e lavora. Progetto per progetto, pezzo per pezzo, iniziativa per iniziativa. Con in testo un obiettivo ben preciso: unire la Basilicata con la dorsale Adriatica. Rendere non solo più celeri i trasporti verso il Nord del Paese ma potenziare anche la direttrice che ci lega al porto di Taranto. In poche parole, collegarsi al meglio con la Puglia per proiettarsi poi sul Mediterraneo e l’Europa a nord.

Un programma ambizioso che ha un duplice obiettivo: consentire, da un lato di rendere più competitiva l’area industriale di San Nicola di Melfi, ed in particolare Stellantis e tutte le aziende che sono collegate all’indotto. Dall’altro, permettere all’intera regione di uscire da quell’isolamento a cui è stata condannata da decenni.

Semplice a dirsi, più difficile a farsi. Donatella Merra, però, ci sta provando. Mettendo insieme tutta una serie di tasselli che partono proprio da quella «cura del ferro» che è alla base del programma finale. «Si tratta di investimenti importantissimi che cambieranno il volto della Basilicata da qui ai prossimi dieci anni» ripete da oltre un anno l’assessore Merra che solo due giorni fa ha annunciato l’approvazione - dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile - del nuovo contratto di programma Rfi 2022 per la tratta «Potenza - San Nicola di Melfi - Foggia». Sul piatto altri 30 milioni di euro che saranno utilizzati per la soppressione dei passaggi a livello di Melfi, Rionero e Barile (dove gli ingorghi rendono necessario un vero viadotto). Soldi che si sommano ai 335 milioni di euro che arrivano dal Pnrr e che serviranno a finanziare l’adeguamento di tutta la tratta, nel cui tratto Foggia- Rocchetta - San Nicola di Melfi potranno, a breve, cominciare i lavori. Potenziare e rendere più veloce l’area industriale di San Nicola di Melfi è, infatti, una delle scelte indispensabili per aiutare anche il comparto dell’auto ad uscire dalla crisi che lo attanaglia. Serve rafforzare il trasporto delle merci, abbattendone i costi, e nello stesso tempo facilitare i collegamenti con il porto di Taranto e con gli altri hub per ridurre trasferimento. I lavori sulla Potenza - Foggia puntano a questo.

Ma la «cura del ferro» guarda anche ad altre latitudini. Toccano la «Ferrandina – Matera», chiamata a colmare un vuoto storico e dare nuove opportunità all’intera regione. E poi l’alta velocità «Salerno-Reggio Calabria» che potrebbe rappresentare la chiave di volta per la promozione turistica dell’area sud della Basilicata. Infine, la direttrice «Battipaglia - Potenza - Metaponto -Taranto» che velocizzata ed ammodernata tecnologicamente potrebbe rappresentare una ulteriore occasione per favorire il trasporto di meri e persone verso il porto di Taranto e, di conseguenza, verso il Mediterraneo. I tasselli della «cura di ferro» sono questi. Il lavoro è in corso e l’assessore Merra lo conferma. «Noi ci crediamo e la scommessa è partita tutta da Matera - precisa l’esponente regionale - Portare la ferrovia a Matera ci porta verso l’adriatica». Il lavoro, però, non finisce qui. Si guarda anche all’Alta Velocità, soprattutto a quella che passa per Potenza.

«Non ci riteniamo soddisfatti del pacchetto di 300 milioni che ci consente di ricollegarci all’alta velocità da Ramagnano, con un risparmio di 35 minuti - continua l’assessore - La sfida è aver fatto i lavori della Ferrandina - Matera ma arrivati a Matera non ci possiamo più fermare. Il dado è tratto. Ora, occorre completare l’alta velocità fino a Potenza, per la quale sono al vaglio diverse ipotesi progettuali tra cui quella che riguarda la Tito - Auletta»

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