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Il polo del salotto in ripresa in Basilicata: la sfida è tutta sulla qualità

Il polo del salotto in ripresa in Basilicata: la sfida è tutta sulla qualità

Il polo del salotto in ripresa in Basilicata: la sfida è tutta sulla qualità

 
Rossano Cervellera

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Rossano Cervellera

Salottifici Matera

Foto d'archivio

Esportazioni in Europa e Stati Uniti in crescita pur con i mercati turbolenti

Domenica 01 Maggio 2022, 14:30

I primi segnali di crisi nel 2002, all’apice del boom del settore. Nessuno immaginava che il comparto del mobile imbottito dell’area murgiana potesse di lì a poco crollare.

Dopo cinque anni il crac è stato generalizzato: nel triangolo del salotto (Matera-Altamura-Santeramo) decine di aziende fallite e circa 5.000 posti di lavoro persi in poco più di un lustro. La radiografia del distretto è drammatica. I viaggi a Roma per sollecitare misure per contenere il disastro e per abbozzare la ripresa sono frequenti.

Si parla di un protocollo d’intesa per il sostegno al comparto. Tutto inutile, nel senso che non ci crede più nessuno al rilancio del settore. Non si può continuare a produrre in Italia, con la Cina in campo non c’è partita, meglio la riconversione: i mantra di quegli anni.

Parole di resa di una politica che pure, con i salotti, si era imbottita di voti per anni. Bandiera bianca. È il momento di abbandonare, di non pensarci più. Non è così per chi ha un’azienda da rimettere in piedi, decine di famiglie da non lasciare per strada, operai da riportare in fabbrica. Gli imprenditori, lasciati soli, reagiscono. Una profonda cura dimagrante, il posizionamento verso il segmento medio-alto della produzione, gli investimenti in prodotti dal design esclusivo: la rinascita parte così.

Un passo alla volta. Dopo anni di bocconi amari, di umiliazioni per tanti lavoratori come per molti imprenditori, il comparto riparte. Prima a ritmi di crescita lenti, poi costanti e infine galoppanti. La pandemia prima frena, poi fa esplodere la produzione nei salottifici del triangolo murgiano. Le aziende materane si distinguono per resilienza nelle difficoltà e per capacità di recupero nei periodi di espansione della domanda. Un segnale di vitalità. Il monitor dei distretti di Intesa-SanPaolo fotografa la situazione.

Nel primo semestre del 2020 il lockdown colpisce duramente le aziende che mettono a segno un -29%. Nel terzo e nel quarto trimestre la ripresa è poderosa: a Matera si segna un +35% e un +11,2%, nel resto del territorio murgiano la crescita è del 5,6 e dell’1,7%. Ordini e fatturati in crescita grazie al boom di esportazioni anche nel 2021 (+44%), nonostante il rallentamento per la seconda ondata di contagi da covid-19. Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna i mercati più attivi. Ma anche gli Usa tornano a comprare divani italiani, complici le turbolenze diplomatiche con la Cina.

Al Nord si parlerebbe di miracolo. Da queste parti la parola è troppo impegnativa per pronunciarla a cuor leggero ma il salotto made in Matera è tornato alla grande ed è una realtà imprenditoriale che può fare scuola. Il distretto lucano del mobile imbottito conta oggi circa un centinaio di imprese che danno lavoro a quasi 2000 addetti.

Aziende che hanno saputo ripensarsi e plasmare il loro futuro garantendo lavoro e sviluppo.

La lezione è stata imparata e oggi, in una fase di espansione sui mercati, si tengono i piedi ben saldati per terra.

Le incertezze economiche del post pandemia e quelle legate alla guerra in Ucraina preoccupano. La crescita del costo delle materie prime e dell’energia sono variabili destinate ad incidere nel medio ma anche nel breve periodo. Il legname costa in media il 35% in più, i metalli il 50%, il poliuretano il 45%, tessuto e plastica rispettivamente 10% e 6%. Una risposta questa volta non può che essere di sistema e investire la politica industriale non solo italiana ma europea. Nessuno può salvarsi da solo. La rinascita dei salottifici non va ora trascurata. Nessuno salga sul divano del vincitore, si provi solo a renderlo solido e duraturo.

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