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In Puglia e Basilicata

Il caso

Basilicata: scuola, timori e la grande incognita, come funzionerà il trasporto-studenti?

L’unica cosa certa tutti promossi

Le preoccupazioni dei sindacati. Chiesto incontro a Bardi

26 Agosto 2020

Antonella Inciso

Basilicata - Il problema non è riaprire le scuole ma fare in modo che gli studenti possano essere portati a scuola. A poco meno di 20 giorni dall’avvio della campanella quello della scuola resta il problema principale correlato al Covid in questi momento. Una questione spinosa che tocca anche la Basilicata ed ha spinto i sindacati a chiedere un incontro urgente al governatore ed agli assessori alla Sanità, alla Scuola ed ai Trasporti per capire quali sono le criticità e come vanno affrontate.
Fino a ieri sera l’incontro non era stato ancora fissato ma molto nelle valutazioni che dovranno essere fatte dipenderà dalla questione trasporti.

Perché quella, al netto di tutto, era e resta una delle principali criticità. Come conferma anche il segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli. «Si parla di classi sdoppiate ma ancora non ci sono le altre aule. Questo solo per fare un esempio - commenta Tortorelli - dobbiamo capire l’organizzazione totale della scuola. Dobbiamo capire come si organizza il flusso degli studenti l’organizzazione logistica poi la fase all’interno della scuole. Noi come sindacato abbiamo fatto un incontro con l’assessore regionale alla Formazione , Francesco Cupparo in cui avevamo chiesto di riaprire le scuola in totale sicurezza. Le problematiche che stanno avanzando, anche in considerazione dei rischi da contagio che stanno aumentando, ci preoccupa». Per questo, evidenzia il segretario della Uil è stato chiesto «un incontro con i vertici regionali sui temi dell’ edilizia scolastica e della mobilità. Su come si organizzeranno i trasporti degli studenti».

«È tutta la filiera che va organizzata, per questo vogliamo parlarne con il governatore, con gli assessori Cupparo, Merra e Leone. Con l’Anci e con il presidente della Provincia - conclude Tortorelli - Se non sappiamo se ci sono condizioni per riaprire come facciamo? Prima c’è stato il lockdown delle scuole ed oggi riaprono. Non sappiamo cosa è stato fatto. Quindi anche il corpo docente che andrà ad insegnare è informato sulle evoluzioni? Poi, un altro aspetto è la campagna degli screening a tappeto sugli insegnanti. «Bene hanno fatto in Puglia a comprare una macchina che processa 10mila tamponi al giorno per affrontare la questione scolastica, dovrebbero farlo pure da noi» conclude Tortorelli.

Ma non c’è solo la Uil ad esprimere criticità sui trasporti. C’è anche la Cgil che attraverso il suo segretario regionale Angelo Summa sottolinea come con l’edilizia scolastica questo sia il problema più concreto. «Le criticità sono i trasporti e l’ edilizia scolastica - sottolinea Summa - A questo va aggiunto che ad oggi non è stato realizzato un piano del trasporto per poter organizzare, in tutta sicurezza, il trasporto in vista della riapertura. Inoltre, c’è il tema del confronto rispetto a come si stanno organizzando le singole Istituzioni scolastiche: c’è un tale livello di autonomia in cui ogni scuola si organizza singolarmente e non è stata fatta una piattaforma condivisa, allo stato attuale non abbiamo la fotografia delle criticità delle tante Istituzioni scolastiche, rispetto al personale carente ed alla sicurezza». «Le Istituzioni politiche regionali devono dar conto ai lucani su questi aspetti» conclude Summa.

Perplesso anche il segretario regionale aggiunto della Cisl, Gennarino Macchia. «Ci sono criticità di natura generale: ad esempio per metà ottobre arriveranno i banchi ma da metà settembre a metà ottobre come facciamo? - evidenzia Macchia - La procedure per trovare uno spazio fisico non è quella di andare nelle palestre. Non è così che si risolve il problema generale. La Regione ha avviato una serie di interlocuzioni per spazi alternativi ma questi vanno attrezzati e come? Infine, c’è la questione trasporti: si parla di frazionare gli ingressi ma i trasporti sono frazionati per una cosa del genere?».

«La questione di attrezzare i trasporti è fondamentale - conclude Macchia - oggi da parte della Fit Cisl è stata, in questa direzione, evidenziata la necessità di sottoporre tutti gli addetti ai trasporti agli esami sierologici. Lo stesso vale per il personale della scuola ma bisogna attrezzare laboratori e strutture sul territorio, perché anche la maestra del comune più piccolo deve poterlo fare come la maestra di Potenza». «È un problema complesso, dunque, che non può avere risposte semplici. Il punto è che, fino ad oggi, non ci sono state risposte» conclude Macchia.

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