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Basilicata, fuga dal M5S. Europarlamentare Pedicini: «Movimento deve fare mea culpa sul metodo»

Dopo i «casi» Caiata e De Bonis e i rumors sull'addio di Rospi

Basilicata, fuga dal M5S. Europarlamentare Pedicini: «Movimento deve fare mea culpa sul metodo»

Prima De Bonis, poi Caiata ed ora anche Gianluca Rospi. Per i grillini lucani non c’è pace. Dopo il boom alle politiche che ha portato all’elezione di ben sette parlamentari lucani del Movimento in meno di due anni potrebbero salire a tre gli addii. Certo, della fuoriuscita di Rospi non c’è ancora la conferma ma i rumors che danno il parlamentare in fuga crescono ogni giorno che passa, alimentati anche dal suo silenzio. Eppure mentre il Movimento lucano si interroga c’è anche chi, oggi, si ritrova ad essere «facile profeta» di tale scenario. È il caso dell’europarlamentare Piernicola Pedicini, uno dei leader del Movimento in Basilicata, ma da qualche tempo distaccato «da alcuni portavoce del movimento a livello nazionale per scelte non condivise». Posizioni politiche tra le quali anche quella di indicare per le candidature nei colleghi uninominali della Basilicata proprio quegli esponenti che sono andati via.

«Io condividevo l’apertura e l’inclusione verso la società civile ma non il metodo - sottolinea Pedicini - Il metodo avrebbe dovuto tenere conto dei pareri espressi dal territorio. Se si fosse chiesto un parere al territorio su Caiata il territorio avrebbe risposto di non candidarlo. Il territorio, invece, in Basilicata non si è espresso su nessuno dei tre casi (De Bonis, Caiata e Rospi ndr). Lo stesso è avvenuto in Italia e lo stesso è accaduto alle Europee».
Insomma, decisioni prese dell’alto senza la condivisione dei territori, le cui conseguenze potevano essere facilmente prevedibili. Tanto che per lo stesso Pedicini il risultato finale non è certo una novità.
«Se me lo aspettavo? Certo ! Tanto che lo avevo segnalato a Luigi Di Maio che c’era questo pericolo ed è ciò che è successo - aggiunge ancora l’europarlamentare - Per questo il movimento dovrebbe fare “mea culpa” sul metodo. Lo ripeto io condivido la scelta di aprirsi ma il metodo utilizzato non è stato efficace. Ha raccolto consensi al Momento, ma sul lungo periodo non ha tenuto».

Un’analisi chiara e senza scusanti, anche se, ora, per Pedicini è il momento di pensare al futuro.
«Stiamo lavorando per ripristinare il contatto diretto con i cittadini attraverso un facilitatore regionale - continua l’esponente politico - che avrà il ruolo di interfacciarsi direttamente con i facilitatori nazionali e tematici che hanno il compito di costituire quell’organizzazione che al M5s mancava». Il partito, dunque, in Basilicata si riorganizza con quello che il movimento chiama «facilitatore» e che in politica potrebbe essere una sorta di «segretario regionale» del Movimento. Di chi si tratti, però, è presto per dirlo. Le elezioni saranno fatte a metà gennaio. Sarà scelta una rosa di nomi dagli iscritti e poi Di Maio si esprimerà sul rappresentante lucano. Questo mentre il materano Gianluca Rospi ed altri parlamentari grillini potrebbero far parte di quello che viene definito il gruppo Conte. Un gruppo che Pedicini non vede per nulla bene. «Il gruppo Conte? C’è ed io sono uno di quelli che l’osteggia - conclude - Ho parlato con Conte prima del voto all’Europarlamento sulla Von der Leyen e già allora avevo capito che ci sono 5 stelle che seguono l’agenda di Conte più che quella di Movimento e questo è scorretto perché tutti sono stati eletti nel M5S»

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