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Regionali 2019

Basilicata, mondo agricolo sul piede di guerra

Trattori in piazza il 12 aprile per protestare contro la delusioni di Istituzioni e politica

agricoltura

POTENZA - Coldiretti Basilicata è pronta a scaldare i motori per il 12 aprile prossimo quando porterà in piazza, a Potenza, i trattori e la rabbia degli agricoltori lucani delusi dalla politica e dalle Istituzioni. L’annuncio ieri nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’associazione di categoria, nel capoluogo di regione. A spiegare le ragioni della protesta il presidente regionale di Coldiretti Antonio Pessolani ed il direttore Aldo Mattia che ha introdotto l’incontro con i giornalisti. Nei prossimi giorni l’associazione di categoria presenterà le proposte, a sostegno del comparto, ai candidati alla presidenza della Regione Basilicata.
«Dirigo la Coldiretti da un anno e mezzo durante il quale -ha sottolineato Mattia - non ho fatto altro che partecipare a battaglie, proteste, rotture anche con l’assessorato all’agricoltura perché non siamo stati ascoltati». Il quadro descritto è a tinte fosche: continuano a registrarsi ritardi nelle erogazioni dei premi comunitari, difficoltà a gestire le anomalie e ci sono agricoltori che rischiano di dover restituire milioni di euro. «L’agricoltura - ha sottolineato Pessolani - deve essere nell’agenda di qualsiasi sarà il nuovo governo della Regione. Dobbiamo attivarci da subito per non perdere nemmeno un giorno rispetto all’agenda politica. Quest’ultima ha i suoi tempi e l’agricoltura ne ha altri che sono molto più veloci e più smart. Dobbiamo allinearci con questi tempi. Per questo la Coldiretti, il 12 aprile, con migliaia di manifestanti e con centinaia di trattori, scenderà in piazza per far capire al nuovo governo quali sono i temi fondamentali». Il luogo della manifestazione non è ancora stabilito «stiamo decidendo quale sarà la piazza ma certamente -ha precisato Pessolani- sarà una piazza importante di Potenza».

Tra i problemi messi in evidenza, in particolare, quelli determinati dalla Ueca (l’ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura) «un organismo -ha aggiunto il presidente della Coldiretti- che non funziona o arranca a funzionare». Il 12 aprile gli agricoltori affiancati dalla Coldiretti, dunque, chiederanno di sanare i limiti di una burocrazia lenta e farraginosa ma anche una nuova politica per l’agricoltura partendo dalla collaborazione e dal confronto con la Regione. In prospettiva «abbiamo - ha continuato Pessolani - un evento importante che è quello della nuova programmazione sul Psr (programma di sviluppo rurale) per cui non dobbiamo perdere nemmeno un giorno». L’associazione di categoria ha sottolineato il suo impegno a sostegno del comparto e come i cinque contratti di filiera «Io sono lucano» abbiano visto l’adesione di 978 imprese agricole. Il dinamismo dimostrato da chi opera nel settore, però, si è scontrato più volte con numerosi problemi, più volte, portati all’attenzione ma mai risolti. Il presidente ha ricordato come la Coldiretti abbia avuto «in tutte le sedi istituzionali un atteggiamento propositivo volto a risolvere le problematiche vissute» proponendo soluzioni e protestando «quando le scelte della politica e delle istituzioni, non risultavano sostenibili ed utili al settore». Ora, per l’associazione di categoria, è arrivato il momento di tornare in piazza e quella del 12 aprile potrebbe essere solo la prima di una serie di manifestazioni affinché possa essere ascoltata, chiara e forte, la voce dei tanti agricoltori lucani che non si fidano più della politica. A quest’ultima chiedono maggiore attenzione alle problematiche del comparto e azioni concrete capaci di rispondere alle richieste degli imprenditori agricoli.

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