Venerdì 16 Novembre 2018 | 07:10

NEWS DALLA SEZIONE

Sanità
Potenza, stop dialisi fino a gennaioScoppia il caso dei tetti di spesa

Potenza, stop dialisi fino a gennaio
Scoppia il caso dei tetti di spesa

 
Deposito atomico
Basilicata in prima fila tra nucleare e petrolio

Basilicata in prima fila tra nucleare e petrolio

 
Violazioni tributarie
Potenza, emettevano fatture inesistenti: sequestrati beni per 205mila euro

Potenza, emettevano fatture inesistenti: sequestrati beni per 205mila euro

 
Il caso
Potenza, nascondeva la cocaina sul camion della frutta: un arresto

Potenza, nascondeva la cocaina sul camion della frutta: un arresto

 
Il vademecum
Potenza, truffe anziani: ecco come evitarle

Potenza, truffe anziani: ecco come evitarle

 
Rimedi antigravidanza «hot»
Potenza, farmacista «spione»: chiesta la condanna a 9 anni e 4 mesi

Potenza, farmacista «spione»: chiesta condanna a 9 anni e 4 mesi

 
Evasione
Potenza, non dichiara 110mila euro: individuato dalla GdF

Potenza, non dichiara 110mila euro: individuato dalla GdF

 
Su rete stradale e autostradale
Ponti e viadotti, nel Potentinonon c'è nessuna criticità

Ponti e viadotti, nel Potentino
non c'è nessuna criticità

 
L'indagine
Rionero, spaccio di droga tra gli studenti: indagati tre ragazzi

Rionero, spaccio di droga tra gli studenti: indagati tre ragazzi

 
A san fele
Incendiò l'auto della mamma della ex: 25enne arrestato per stalking nel Potentino

Incendiò l'auto dell'ex suocera: 25enne arrestato per stalking

 
Regione Basilicata
Pensioni, Regione a rischio stopcon «quota 100» via 450 addetti

Pensioni, Regione a rischio stop con «quota 100» via 450 addetti

 
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

regione

Sanità: «I manager
rendano i soldi»

La Regione rivuole indietro oltre 3 milioni di euro dai direttori di Asp, Asm e ospedali

Sanità: «I manager rendano i soldi»

di Antonella Inciso

Spicciolo più, spicciolo meno sul piatto ci sono 3 milioni e 200mila euro. È la cifra che la Regione ha chiesto indietro ai manager della sanità lucana in carica dal 2008 in poi. Soldi che sarebbero stati ottenuti applicando erroneamente la legge regionale 2006 sugli stipendi. Il caso era stato sollevato dai giudici della Corte dei Conti ed ora si è concretizzato in una delibera con cui il Dipartimento Sanità ha, ufficialmente, chiesto al personale interessato la restituzione delle somme indebitamente percepite.

In particolare, la richiesta è stata notificata, nei giorni scorsi, alle direzioni aziendali di Aziende sanitarie di Potenza e Matera, dell’ospedale «San Carlo» del capoluogo e dell’Istituto di ricovero e cura Crob di Rionero. Circa una cinquantina le persone che sono interessate dal provvedimento che riguarda non solo i direttori generali in carica dal 2008 in poi in tutte le Asp lucane (che erano cinque e negli anni sono diventate tre) ma anche i direttori sanitari ed i direttori amministrativi. Oltre ai componenti dei collegi sindacali delle diverse strutture. Varie a seconda dell’incarico le cifre da restituire che passano dai circa 10mila euro l’anno per tutti i componenti del collegio sindacale ai poco più di 22mila euro l’anno di vertici amministrativi e sanitari ai 30mila euro percepiti annualmente dai direttori generali.

Insomma, calcoli alla mano, quadruplicate per le strutture sanitarie interessate si tratta di circa 320mila euro l’anno mo. Somma che moltiplicata per i dieci anni su cui si spalma il provvedimento diventano 3 milioni e 200mila. Alla base del provvedimento della Regione la contestazione dei giudici della Corte dei Conti nella relazione di parifica al bilancio 2016. In particolare, secondo i giudici contabili, parte delle somme legate agli stipendi sono state percepite indebitamente applicando erroneamente una legge regionale del 2006. Di qui, la stretta ed il relativo provvedimento regionale che, naturalmente, potrà essere impugnato dai manager interessati ma che di fatto - se confermato - solleverà un caso a livello nazionale considerato che l’interpretazione della norma toccherebbe tutte le regioni italiane.

La Basilicata, dunque, rischia di fare scuola in questa materia (nonostante dal 2001 sia stato fissato un tetto massimo agli stipendi dei manager della sanità che arriva a poco più di 150mila euro) e di aprire un fronte ampio. Ma questo lo si capirà nelle prossime settimane. Ora, dopo il caso delle indennità delle guardie mediche, dopo la vicenda delle indennità dei medici del 118 la nuova scure sui conti tocca i manager delle aziende sanitarie lucane.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400