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Sant'Oronzo, è festa patronale a Turi

di VALENTINO SGARAMELLA Ci siamo. L’evento tanto atteso dalla comunità di Turi sta per avere inizio. L’edizione 2013 della festa di Sant’Oronzo è ai nastri di partenza. Il 25, 26 e 27 agosto sono i tre giorni canonici. Il comitato festa patronale diretto da Fabio Topputi è pronto per il suo esordio. Un gruppo di giovani ha restituito slancio ed...
di VALENTINO SGARAMELLA
Ci siamo. L’evento tanto atteso dalla comunità di Turi sta per avere inizio. L’edizione 2013 della festa di Sant’Oronzo è ai nastri di partenza. Il 25, 26 e 27 agosto sono i tre giorni canonici. Il comitato festa patronale diretto da Fabio Topputi è pronto per il suo esordio. Un gruppo di giovani ha restituito slancio ed entusiasmo all’evento. Raccoglie la pesante eredità della presidenza di Giammaria Di Venere, fino al 2012 guida instancabile del comitato. Una delle feste patronali più importanti dell’intero Mezzogiorno, quella di Turi.

Il momento clou della festa è senz’altro la processione. Quando il carro trionfale con la statua di Sant’Oronzo attraversa via XX settembre il 26 agosto, un mare di folla saluta il suo passaggio. E proprio su questo corteo si intrecciano vicende, ricordi, storia. La statua del Santo si trova durante l’anno all’interno della chiesa madre. Qualche giorno prima della festa, sei mule vengono condotte alla periferia di Turi. Sulla via per Rutigliano, accanto al cimitero cittadino c’è la chiesa di dedicata al culto di Sant’Oronzo. Il cosiddetto «cappellone». In essa, c’è una grotta in cui si narra che il vescovo e martire abbia tenuto la sua predicazione. Tutto questo mentre subiva le persecuzioni ai tempi dell’imperatore Nerone. Le mule trainano il carro trionfale, rimasto per 12 mesi in uno spiazzo antistante fino in paese.

Questo accade puntualmente la domenica precedente il giorno della festa, quest’anno il 18 agosto. Da quel giorno, il carro trionfale è fermo in piazza Silvio Orlandi, dinanzi al municipio. In attesa del Santo. La sera del 25 agosto, alle 20,30, la statua del patrono viene traslata dalla chiesa madre. Una processione si snoda al seguito del Santo che viene condotto a spalla dai fedeli. Dal Municipio si raggiunge a piedi il «cappellone ». Contemporaneamente il carro trionfale viene trainato da ben sei mule. Il giorno seguente, 26 agosto, alle 11, la Statua viene issata sul carro trionfale. Dal cimitero, il corteo raggiunge le vie del centro cittadino. La processione è preceduta dalla cavalcata storica e da un gruppo di sbandieratori. Il busto del vescovo e martire si ferma in piazza Orlandi. Quivi resta fino alla sera successiva, il 27 agosto. Alle 20,30, l’ultima processione per le vie di Turi.

Questa volta, il giro è più breve. Il patrono viene fatto discendere dal carro. Da piazza Orlandi, infatti, percorre via maggiore Orlandi, largo San Giovanni. Si prosegue lungo piazza Aldo Moro fino a raggiungere piazza Sandro Pertini. Si risale lungo via XX settembre fino a giungere nuovamente in piazza Orlandi. Il comitato festa patronale cede il posto per un momento ai «trainier». Questi si fanno trovare pronti con la loro caratteristica divisa. Prelevano il Santo e lo riportano in chiesa. Una delle tante caratteristiche riguarda proprio le mule. Questi animali vengono legati al carro. Il tipo di nodo praticato ha un nome particolare: «u’ ch i ap p ’ du puorc». Un nodo che non tutti sanno eseguire.

È una modalità differente rispetto a quella utilizzata, ad esempio, per i 4 cavalli che trainano la carrozza della Regina in Inghilterra. In quel caso, infatti, i primi due sono quelli che effettivamente trainano. Gli altri due hanno una presenza accessoria. Nel nostro caso, le mule si dispongono in tre coppie. Le prime due sono legate ad un «valanzino». Si tratta di una robusta sbarra in legno da cui partono dei tiranti per le mule più interne di ciascuna coppia. Le tre mule più esterne sono tenute a bada da cavalieri. «Una delle pochissime feste patronali che ancora conserva l’an - tica tradizione del carro trionafale trainato dalle mule – spiega il consigliere regionale Michele Boccardi – ormai un animale in estinzione ». Le mule sono allevate per un anno intero dai proprietari esclusivamente per questo appuntamento. «È una delle feste religiose più importanti di Puglia che unisce diversi comuni pugliesi nel culto del vescovo e martire, tra cui Lecce ed Ostuni in un cosiddetto ciclo oronziano», conclude Boccardi.

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