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Matera, sarà una sfida sulla distanza

Con sei candidati sindaci è probabile che la contesa si decida al ballottaggio

Elezioni comunali

Matera - Sei aspiranti alla carica di primo cittadino e ben diciannove liste a corredo. Con questa “dotazione” l’ex Capitale europea della cultura si appresta a rinnovare sindaco e Consiglio comunale il 20 e 21 settembre. Con un quadro politico che appare molto frammentato. Si sfideranno per la poltrona più importante di via Moro, Giovanni Schiuma sostenuto da cinque liste (Partito Democratico, Progetto Matera, Matera per Schiuma, Innoviamo Matera, Matera Futura), Luca Braia (Matera 2029), Pasquale Doria (Matera Civica e Matera Libera), Nicola Trombetta (Liberi), Rocco Sassone (Cambiamo Matera, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Salvini Basilicata, Matera Patrimonio Comune, Matera Sempre Insieme), Domenico Bennardi (Europa Verdi-Psi, Matera 3.0, Movimento 5 Stelle, Volt Matera). Tutte le liste presentate sono state ammesse dalla commissione elettorale del Comune, ma ai responsabili di cinque di esse è stato chiesto di modificare il logo grafico, perché quello iniziale presentava simboli religiosi, in particolare la Cattedrale di Matera, sia riprodotta con la facciata e il campanile vista dall’ingresso principale che in versione skyline.

Si tratta delle liste di Matera 3.0, che sostiene il candidato sindaco Domenico Bennardi, Matera Patrimonio Comune, a sostegno di Rocco Sassone, e di due liste civiche, Materafutura per Giovanni Schiuma sindaco e Matera 2029 che sostiene il candidato sindaco Luca Braia. I bene informati fanno notare che è la prima volta nella storia delle competizioni elettorali della città dei Sassi che quattro simboli riferiti ad altrettante liste civiche vengono modificati a seguito di violazione del regolamento che riguarda la rappresentazione grafica.

Matera, come è noto, tra i comuni lucani al voto è quello più popoloso, con i suoi oltre sessantamila abitanti, e, contando più di quindicimila elettori, potrebbe aver bisogno del ballottaggio, nel caso nessuno dei candidati sindaco ottenga, dopo il primo turno del 20 e 21 settembre, la maggioranza assoluta dei voti. Un’ipotesi che, come si può ben comprendere, appare alquanto improbabile, tenuto conto della importante disgregazione politica e delle tante liste presenti, oltre che del numero non lieve di candidati sindaco. Probabile, quindi, che la sera del 21 settembre Matera non abbia il nuovo sindaco. La campagna elettorale che, di fatto, è già iniziata, sicuramente verterà su temi come il turismo, che con la nomina a capitale europea, ha sicuramente avuto un impulso importantissimo e chi amministrerà per i prossimi cinque anni dovrà cercare di mantenere Matera sui livelli degli ultimi mesi in termini di appeal.

I temi, in una città capoluogo di provincia, sono tanti e, di sicuro, chi governerà dovrà cercare di sganciarsi da giochi politici per poter operare con una visione limpida e, soprattutto, efficace. Il prossimo sindaco, dunque, dovrà essere sufficientemente forte nell’ambito della sua coalizione per guidarla con sicurezza, ma anche necessariamente libero da trappole di movimenti e partitini che, senza ombra di dubbio, potrebbero di molto limitarne l’azione politico-amministrativa. Dopo la bellissima esperienza del 2019, quindi, Matera non può non guardare al futuro, ma ci vorranno idee chiare e semplici per un ulteriore salto di qualità.

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