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Criminalità, sindaco Pisticci: «Una sezione della Dia nel Metapontino può servire»

Altri comuni si mostrano favorevoli alla presenza della Dia sulla fascia jonica lucana

Criminalità, sindaco Pisticci: «Una sezione della Dia nel Metapontino può servire»

“Una sede operativa della Dia nel Metapontino? Ritengo sia una iniziativa condivisibile perché è innegabile che nel Metapontino si siano verificati episodi criminali che devono indurre le istituzioni tutte a potenziare gli strumenti di controllo e repressione di simili fenomeni, prima che diventino una vera e propria emergenza per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini”. Così il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha commentato la proposta dell’on. Gianluca Rospi sulla istituzione nella zona del Metapontino di una sede operativa della Direzione Investigativa Antimafia. Come è noto, Rospi l’ha cristallizzata in una interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro degli Interni, Luciana Lamorgese e, su questa iniziativa, la Gazzetta ha sentito i sindaci dell’area interessata. Dopo Policoro, Bernalda e Montescaglioso, questa volta è toccato a Pisticci, Nova Siri e Tursi. Il primo cittadino di Pisticci si è, dunque, mostrato favorevole. “Possiamo e dobbiamo considerarci un territorio unito – ha aggiunto la Verri in merito all’area Metapontina - la cui struttura sociale è ancora improntata al rispetto della legge e a principi sani, per cui ben venga ogni iniziativa che mira ad estirpare il seme di una criminalità che non ci appartiene e mai dovrà diventare connaturata al tessuto economico e sociale del Metapontino”. Si può fare, quindi.

Questo il parere del sindaco pentastellato della cittadina basentana, peraltro in piena sintonia con i suoi omologhi di Policoro, Montescaglioso, Nova Siri e Tursi, ma anche di Bernalda, sebbene Domenico Tataranno abbia fatto alcuni distinguo. Ma cosa aveva sottolineato l’on Rospi nella sua interrogazione ? Che “negli ultimi anni la fascia jonica è stata oggetto di diversi atti criminosi che si sono verificati principalmente nell’alto ionico calabrese, nel Metapontino e nella provincia di Taranto; è stata territorio di scontro tra le due principali associazioni a delinquere di stampo mafioso, la ‘ndrangheta e la mafia tarantina, per il controllo del territorio”. E, ancora, che “nei territori di Policoro e Scanzano jonico si sono verificati numerosi conflitti a fuoco tra diversi pregiudicati che solo per un caso fortuito non hanno provocato vittime tra la popolazione e numerosi sono stati gli arresti eseguiti dalle forze dell’ordine su disposizione della procura a Scanzano Jonico e in diverse aree del Metapontino”. Rospi aveva poi sottolineato come “nei giorni scorsi il comune di Scanzano Jonico è stato sciolto per infiltrazione mafiosa”. Insomma, a giudizio del deputato materano ce n’è abbastanza per pensare a istituire anche da queste parti una sede operativa della Dia. I sindaci, come abbiamo visto, sono d’accordo. A questo punto, cosa accadrà? La proposta di Rospi verrà accolta? Oppure a Roma, sulla base del presupposto che nel Metapontino la situazione non sia così grave da meritare un innalzamento della “guardia”, rigetteranno la richiesta? E’ probabile che nei prossimi giorni, magari non nell’immediato, ne sapremo di più. Il ministro degli Interni Lamorgese dovrà comunque rispondere all’interrogazione di Rospi e, in quell’occasione, renderà nota la posizione del Governo in merito.

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