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di Mauro Ciardo
LECCE - La Provincia chiede un maggiore coinvolgimento sulle scelte per la statale 275 mentre gli ex operai Palumbo tornano ad occuparla.
In queste ore il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e i sindaci del territorio interessato dall’infrastruttura stanno cercando di trovare una soluzione condivisa per sbloccare lo stallo sul raddoppio della Maglie-Leuca.
Dal canto suo Palazzo dei Celestini chiede alla Regione di far parte della cabina di regia con Anas, essendo pienamente coinvolta dalla problematica sia come proprietaria di infrastrutture che potrebbero essere innestate con le nuove corsie (come la provinciale 335 proposta nella project rewiev), che come conoscenza del territorio con tutte le sue problematiche.
«Dall’ultimo incontro avuto a Lecce - spiega Gabellone - non abbiamo ancora ricevuto da Anas alcuna bozza progettuale per poterla valutare, nemmeno in via informale. Quello che conosciamo - lamenta - lo abbiamo appreso dalle notizie di stampa attraverso le valutazioni espresse dai sindaci e su questa base stiamo procedendo a una lettura tecnica attraverso il dirigente del servizio viabilità, l’ingegnere Dario Corsini. Sarebbe necessario - auspica il presidente - un nostro maggiore coinvolgimento all’interno della cabina di regia, che magari potrebbe essere guidata in tandem con la Regione visto che siamo pienamente interessati dall’opera. Il nostro ruolo di coordinamento tra i sindaci - aggiunge - è fondamentale per trovare una soluzione condivisa e sbloccare questa situazione».
Sul fronte occupazionale ieri mattina si è ripetuta la protesta all’altezza di Scorrano (dove ad agosto è stato allestito un presidio permanente) con gli ex dipendenti del gruppo Palumbo che sono tornati a sfilare con striscioni e bandiere per chiedere l’affidamento dei lavori di ammodernamento e raddoppio.
L’azienda, che ha partecipato alla gara (poi revocata) insieme alla Matarrese di Bari, ha vinto recentemente una battaglia al Tar in merito all’esclusione dalla gara stessa. Sia Anac che Anas avevano imputato una mancata vigilanza nell’emissione di polizze fasulle ma i giudici al contrario le hanno dichiarate parti lese.
«Anche in questa domenica di protesta - hanno detto gli operai - noi continuiamo a mettere in risalto la sentenza del Tar e chiediamo nuovamente a gran voce di rimettere in discussione la revoca della gara e di riprendere quel progetto della “strada parco” che nel 2011 mise tutti d’accordo, per porre fine - hanno auspicato - a questa infinita odissea giudiziaria dove a pagarne le spese siamo noi e l’intero territorio interessato dall’arteria. Dopo l’avvio da parte di Anas dell’iter in previsione di una nuova gara - hanno commentato - si è riaccesa una nuova guerra fra comuni che chissà quando finirà. Chiediamo a chi di dovere - è l’appello lanciato nel corso del sit-in - di fare un esame di coscienza e porre rimedio lì dove, o per superficialità o per troppa fretta nelle sue decisioni, ha creato un danno notevole a un intero territorio sotto tutti i punti di vista».

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