Passo indietro del professor Francesco Broccolo, responsabile ad interim del laboratorio analisi della Cittadella della Salute: scatta lo stop al countdown verso il 16 aprile attivato da una sua nota e si nomina un nuovo responsabile della struttura. In odore di promozione c’è la biologa Marcella Megha, già braccio destro di Gabriella Verdastro, direttrice ora in pensione.
La svolta con l’incontro voluto da Asl Lecce che ha visto coinvolti oltre a Broccolo i direttori dei distretti di Lecce, Campi, Martano e la coordinatrice dei distretti socio sanitari di Asl Lecce. Al centro della contesa, il Laboratorio analisi della Cittadella della Salute di Lecce e la gestione dei campioni biologici provenienti dai distretti di Campi Salentina e Martano che Broccolo ha ritenuto doversi sospendere, unitamente ai prelievi domiciliari, a partire dal 16 aprile. Alla base di questa decisione i numeri: 1.500 provette giornaliere processate da appena 8 tecnici e di queste circa 600 provenienti da Campi e Martano perché in una precedente riorganizzazione i laboratori di questi distretti erano stati chiusi per convogliare il processo dei campioni sulla Cittadella. Secondo Broccolo, il carico di lavoro era tale da mettere a rischio l’accuratezza analitica e la sicurezza stessa delle prestazioni.
Inutile dire che il paventato blocco aveva visto i sindacati fare muro. Sia Francesco Perrone della Fsi-Usae, che Floriano Polimeno della Fp Cgil avevano chiesto un passo indietro del professore e messo in discussione lo stesso incarico a suo tempo ricevuto in quanto non risultava essere frutto di una procedura a evidenza pubblica. «Il professor Broccolo deve tornare indietro, perché né lui né la direzione strategica possono sospendere un servizio di quel genere. Lo può fare solo previa autorizzazione dell’assessorato alla Salute e del Dipartimento regionale», aveva puntualizzato Perrone seguito da Polimeno che ha accusato: «Se si blocca l’accettazione dei campioni, non ha senso fare i prelievi. Facciamo il prelievo per fare cosa?».
Un terremoto, insomma. I sindacati hanno chiesto assunzioni immediate per evitare il “blackout“ definendo illegittimo l’atto unilaterale di Broccolo. In più c’è stata la ferma presa di posizione di Rodolfo Rollo, direttore del distretto di Lecce, che ha contestato la decisione mettendo anche in discussione l’incarico del professore. Nel frattempo, l’Asl Lecce tentava di rassicurare i cittadini parlando di una riorganizzazione “hub & spoke” che non avrebbe dovuto comportare variazioni per l’utenza.
Questo lo stato dell’arte al momento dell’incontro di giovedì, quando Broccolo ha fatto un passo indietro motivandolo con i molteplici impegni accademici che non gli consentono di garantire una presenza fissa. Nel corso della riunione, ha manifestato sollievo nel potersi liberare di un incarico troppo impegnativo visto che oltre all’attività di docenza è anche responsabile della Microbiologia del Fazzi e al tempo stesso ha sollevato la questione degli infermieri che effettuano i prelievi a domicilio senza una avere una regolare posizione fiscale. Su richiesta del Commissario di Asl Lecce, Stefano Rossi, sarà lo stesso Broccolo a indicare un candidato idoneo per la successione, auspicando che la nuova guida possa risolvere le criticità strutturali rimaste sul tavolo, inclusa la gestione della tossicologia.
Per ora, il diritto alla diagnostica rapida sembra salvaguardato, ma la vicenda resta un monito sulla fragilità di un sistema che regge su organici ridotti all’osso e su equilibri non chiari tra ospedale e territorio.
















