Venerdì 10 Aprile 2026 | 15:47

Neviano, dopo la condanna definitiva Antonio Megha va in carcere: l'ex sindaco dovrà scontare oltre 9 anni di carcere

Neviano, dopo la condanna definitiva Antonio Megha va in carcere: l'ex sindaco dovrà scontare oltre 9 anni di carcere

Neviano, dopo la condanna definitiva Antonio Megha va in carcere: l'ex sindaco dovrà scontare oltre 9 anni di carcere

 
Redazione online

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Neviano, dopo la condanna definitiva Antonio Megha va in carcere: l'ex sindaco dovrà scontare oltre 9 anni di carcere

l'ex sindaco Megha

Megha ottenne il sostegno elettorale del clan in occasione delle elezioni amministrative del settembre 2020

Venerdì 10 Aprile 2026, 14:14

14:16

Nella mattinata di ieri i carabinieri hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso nei confronti del già sindaco
e assessore del Comune di Neviano, Antonio Megha: deve espiare una condanna definitiva a 9 anni, 8 mesi e 18 giorni di reclusione per il reato di voto di scambio elettorale politico-mafioso, commesso il 31 agosto 2020 a Noha, frazione del Comune di Galatina.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo dell’operazione “Insidia”, condotta dai Carabinieri tra il 2019 e il 2021 nei comuni di
Galatina, Aradeo, Neviano, Cutrofiano e Corigliano d’Otranto, che portò all’arresto di 15 persone e allo smantellamento di un’associazione mafiosa riconducibile allo storico clan Coluccia operante nel territorio, attiva in usura, estorsioni, traffico di droga, armi e violenze.

Le indagini condotte dai militari dell’Arma, coordinati dalla DDA della Procura della Repubblica di Lecce, avevano fatto emergere anche un grave episodio di inquinamento del processo democratico. In particolare, secondo quanto accertato, l’allora amministratore pubblico avrebbe ottenuto, tramite un intermediario, il sostegno elettorale del clan in occasione delle elezioni amministrative del settembre 2020, ricevendo un pacchetto di voti ritenuto determinante per l’elezione e il successivo incarico assessorile. In cambio, avrebbe promesso denaro e utilità, tra cui somme di circa 3.000 euro e favori personali, oltre alla disponibilità a mettere la funzione pubblica e l’apparato amministrativo al servizio dell’organizzazione criminale.

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