Giri infiniti per trovare un parcheggio, auto che viaggiano a passo d’uomo e traffico in tilt. È ciò con cui sono costretti a fare i conti, da un mese a questa parte, residenti e commercianti del Municipio 2 di Bari. La causa? I lavori per la realizzazione del Bus Rapid Transit (Brt), il nuovo mezzo elettrico e sostenibile che, finanziato con 160 milioni di fondi Pnrr, promette di rivoluzionare il trasporto pubblico barese. Un progetto ambizioso che comporta, però, una serie di inevitabili disagi e, a pagarne le spese, sono i cittadini. In via della Costituente, a pochi passi da Parco 2 Giugno, il restringimento di carreggiata e il divieto di fermata hanno gettato nel caos l’intera area. «Noi come lavoriamo?» denuncia il gestore di un’edicola della zona ricordando che presto i cantieri interesseranno anche altre vie del quartiere: «Quando gli interventi si sposteranno qui io sarò costretto a chiudere, ma chi mi paga nel frattempo? I commercianti sono preoccupati, soprattutto per l’eliminazione di posti auto». E mentre dall’amministrazione comunale non ci sarebbe stato alcun tentativo di entrare in contatto con gli esercenti, questi ultimi si dicono intenzionati ad agire in autonomia per dar voce alle proprie ragioni.
«È un grave problema – incalza il titolare di un chioschetto all’interno del parco – Dove lasciamo i furgoni per scaricare la merce? Prima di sopprimere i parcheggi avrebbero dovuto trovare una soluzione». Non va meglio neanche per tutti quei residenti che non possono contare su un posto auto privato o condominiale: «Ormai Bari è tutta un cantiere – denuncia una donna – qualunque strada attraversi ci sono lavori. Nessuno ci ha presentato un’alternativa, ma che alternativa dovrebbe esserci? Parcheggi non ce ne sono». Stessi disagi anche per un’altra residente della zona, che spiega: «Quando la sera mio marito torna dal lavoro è costretto a fare due o tre giri per trovare uno stallo libero». Problema, quello dei posti auto, accentuato ancor di più il giovedì, quando in via Salvemini c’è il mercato e «il Park&Ride è sempre pieno, con i veicoli in coda che invadono la carreggiata».
Ormai «è diventato un manicomio» testimonia Giacomo Simone, titolare di “Atala Point” in via della Resistenza, che spiega come «la gente non si può neanche più fermare a chiedere informazioni perché scatta la multa» e i clienti spesso scelgono di non entrare per non perdere troppo tempo a cercare parcheggio, «specie ora con l’aumento del costo del carburante». Nella vita, interviene Maria dal suo posto dietro il bancone, «bisogna valutare costi e benefici: se il costo è la nostra sopravvivenza, il beneficio non è avere questo nuovo tipo di corsia. È meglio mantenere i negozi aperti e continuare a lavorare come abbiamo fatto fino ad ora». Per ovviare a queste difficoltà «ci vorrebbero gli autosilo a costi contenuti – aggiunge – Ma non basta solo spenderli i soldi, bisogna pensare anche se i cittadini godranno di questi vantaggi o se, al contrario, avranno dei problemi».
















