Venerdì 10 Aprile 2026 | 15:16

Le marine leccesi allagate dopo l'ondata di maltempo: il Consorzio sotto accusa

Le marine leccesi allagate dopo l'ondata di maltempo: il Consorzio sotto accusa

Le marine leccesi allagate dopo l'ondata di maltempo: il Consorzio sotto accusa

 
Gaetano Gorgoni

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Gaetano Gorgoni

Le marine leccesi allagate dopo l'ondata di maltempo: il Consorzio sotto accusa

Le difficoltà: «Canali in zone sensibili sul piano ambientale e con vincoli da rispettare». Il commissario Ferraro si difende: «Presto un progetto risolutivo»

Venerdì 10 Aprile 2026, 13:31

L’emergenza allagamenti torna al centro del dibattito a Palazzo Carafa, dove la Commissione ambiente convocata ieri mattina dalla presidente Fabiola De Giovanni ha acceso i riflettori sulla manutenzione dei canali di bonifica nelle marine leccesi. Dopo le ultime ondate di maltempo, in particolare a Torre Chianca ma anche tra Frigole e San Cataldo, la situazione resta critica: strade invase dall’acqua, diverse campagne impraticabili e un sistema di deflusso compromesso dalle ostruzioni di foci e canali. Un quadro che ha spinto maggioranza e opposizione a chiedere interventi urgenti, mentre cresce la pressione sul Consorzio di bonifica.

«Non sembra cambiato nulla in questi anni - riflette il consigliere di Forza Italia, Paolo Cairo - I Consorzi continuano a inviare le richieste di tributi senza svolgere i servizi necessari». Duro anche l’intervento del consigliere di Io Sud, Alessio Poso, che ha contestato l’assenza dei vertici del Consorzio in Commissione: «In Provincia raccontano di essere intervenuti su 548 chilometri di canali e 642 chilometri nelle commissioni che si tengono in Regione, ma frequentando Frigole e San Cataldo non mi sono accorto di nulla. Non ho visto interventi nemmeno su 100 metri». Da qui la richiesta di chiarimenti immediati: «Ci vengano a spiegare come e quando saranno puliti i canali di bonifica - attacca Poso - Se è vero che le piogge di questi giorni sono state un fenomeno eccezionale, però abbiamo imprenditori agricoli che non riescono ancora a entrare nei propri fondi allagati, perché l’acqua non defluisce. Case e strade sono completamente allagate».

Sul fronte politico il tema si allarga anche alla questione dei contributi: il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea Pasquino, evidenzia come la battaglia contro i tributi ritenuti ingiusti sia già aperta a livello regionale, mentre il consigliere di minoranza Christian Gnoni parla di un «problema nazionale da risolvere a Roma». Dalla maggioranza arriva però una lettura diversa: «La causa di questo malfunzionamento sono i 20 anni di gestione regionale», replica il consigliere Gianmaria Greco, mentre Poso riporta il confronto sul piano operativo: «A me interessa capire qual è il programma di intervento dei Consorzi, poi possiamo discutere dei tributi».

La replica del Consorzio di Bonifica Centro-sud Puglia arriva a distanza, con il commissario straordinario Francesco Ferraro (assente in Commissione comunale perché già impegnato con la Commissione agricoltura in Regione), che difende il lavoro svolto ma ammette la complessità della situazione: «Noi abbiamo fatto tutta una serie di interventi emergenziali su quelle aree, ma ora stiamo cercando di puntare su un progetto che risolva i problemi in modo più efficace. È una situazione difficile e delicata rispetto alle altre zone. Questi canali si trovano in zone particolarmente fragili e sensibili, zone Sic (siti di importanza comunitaria) e parco Rauccio».

Ferraro sottolinea i vincoli ambientali e autorizzativi che rallentano gli interventi: «Stiamo intervenendo gradualmente. Posso dire che abbiamo ottenuto già i pareri per Porto Cesareo, Ugento e altre situazioni. A Lecce siamo nella fase autorizzatoria, ma stiamo lavorando su un progetto definitivo. Nelle marine leccesi cercheremo di intervenire prima della nuova stagione delle piogge». Poi, Ferraro entra nel dettaglio tecnico della manutenzione: «Per quanto concerne la pulizia dei canali si deve intervenire rispettando l’habitat e non sfasciando tutto. Gli interventi vengono fatti a zig zag all’interno dei canali per non interrompere le condizioni ideali per la nidificazione di tartarughe e uccelli». Sulle foci, il nodo resta quello delle autorizzazioni e dell’efficacia degli interventi tampone: «Nelle aree demaniali, ci dev’essere una forte sinergia tra Comune e Consorzio. Noi siamo nella fase progettuale di pulizia foci, per risolvere in maniera definitiva la situazione». Gli interventi emergenziali non bastano: «Il problema è che possiamo intervenire togliendo la sabbia dalle foci, ma poi la lasciamo nell’alveo del canale e dopo due ore scende di nuovo e ostruisce tutto - puntualizza Ferraro - Ora stiamo predisponendo un progetto per mettere la sabbia sull’area demaniale e poi consentire al Comune di spostarla dove è più opportuno, magari per il ripascimento». Intanto, dalle marine arriva una richiesta chiara: risposte rapide e interventi concreti prima delle prossime piogge, mentre da Palazzo Carafa cresce la pressione per convocare i vertici del Consorzio e ottenere finalmente un cronoprogramma certo.

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