LEUCA - Un presunto raggiro con finte vendite immobiliari nel Capo di Leuca finisce sotto la lente della Procura, con tre persone indagate raggiunte da un avviso di garanzia.
A un agente immobiliare e a due suoi presunti complici sono state comunicate le conclusioni di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Rosaria Petrolo, che contesta loro una serie di accuse che vanno da truffa in concorso, sostituzione di persona ed esercizio abusivo della professione.
Gli indagati sono il titolare di un’agenzia immobiliare con sede a Tricase, (un uomo di 46 anni), una donna di 47 anni anche lei tricasina e un 42enne di Alessano.
Nel corso di un periodo che va dal 2019 al 2022, i tre avrebbero messo in atto una serie di finte compravendite intascando denaro attraverso bonifici, assegni e contante.
Le vittime sono dieci in totale, un uomo di 57 anni di Gagliano del Capo, un uomo di 44 anni e una donna di 62 anni di Taurisano, una coppia di cittadini francesi (un uomo di 54 anni e una donna di 58), una 66enne e un 72enne di Presicce-Acquarica, una donna di 46 anni di Miggiano, infine un uomo di 47 anni e una donna di 41 anni residenti in provincia di Pordenone.
Gli immobili che sono stati messi sul mercato all’insaputa dei proprietari si trovano a Patù, Gagliano, Tricase e Taurisano.
Stando alle accuse i tre si sarebbero sostituiti ai venditori e ai compratori delle case, firmando false pratiche, per poi intascarne caparre, acconti e saldi.
I presunti raggiri contestati sono quattro. In un caso la coppia di cittadini francesi avrebbe firmato un atto di compravendita davanti a un finto notaio (una persona non ancora identificata ma che si sarebbe spacciata per un vero professionista), per poi versare oltre 120 mila euro al fine di acquistare una casa a Gagliano all’insaputa dell’effettivo proprietario, che era all’oscuro di tutto.
Una seconda presunta truffa riguarda la vendita di un immobile a Castrignano e anche qui gli acquirenti interessati avrebbero versato una caparra di 35mila euro senza che i proprietari (residenti in provincia di Pordenone) ne fossero al corrente.
Il terzo presunto inganno sarebbe stato messo in atto ai danni di una donna di origine austriaca, indotta a versare 21mila euro, mentre l’ultimo sarebbe avvenuto a Taurisano, dove compratore e venditore avrebbero portato avanti una trattativa credendo di interloquire con la relativa controparte, mentre sarebbe stato prodotto un documento in cui i comproprietari avrebbero accettato una somma, poi disconosciuta, come valore di un immobile. Per questo fatto il titolare dell’agenzia è indagato anche per esercizio abusivo della professione, in quanto l’attività in quel frangente non sarebbe stata iscritta al Registro delle imprese.
Nel corso del tempo, va detto, l’assegno che era stato consegnato per il pagamento del finto notaio è stato bloccato e mai incassato, mentre la somma di 21mila euro pagata dalla cittadina austriaca è stata restituita.
Gli indagati, difesi dai legali Antonio Manco e Ada Alibrando, ora hanno venti giorni di tempo per produrre eventuali scritti difensivi che riterranno opportuni a loro discolpa.
Le presunte vittime sono invece rappresentate dagli avvocati Paolo Maggiore, Luigi Chiffi, Luigi Potenza e Fabio Accogli.
















