L’amministrazione Poli Bortone intende rivitalizzare e far tornare al centro della vita cittadina il Mercatino dei mestieri e delle etnie di viale Aldo Moro. La struttura, nata come spazio di incontro tra culture, di lavoro e di dignità, sembra aver quasi superato una fase di difficoltà, segnata da contenziosi e da una progressiva perdita di smalto, con diversi box rimasti chiusi. Un esempio è stato ieri il ritorno del Capodanno dei popoli, con la partecipazione di 19 esercenti che stanno riaprendo i loro punti vendita, rappresentati dall’avvocati Veronica Merico, presidente del relativo consorzio.
Nel 2021 i consociati erano stati sfrattati per morosità dalla precedente amministrazione, ma il Tribunale di Lecce aveva sospeso l’ordinanza, riconoscendo il possesso legittimo degli spazi da parte dei gestori. Nella sentenza si chiariva che la mancanza di titolo non era imputabile al Consorzio, che aveva invece sempre adempiuto ai propri obblighi, anche nel periodo più complesso della pandemia, ma all’amministrazione comunale. La nuova amministrazione rivendica, dunque, un cambio di passo. L’assessore Andrea Guido sottolinea come «una progettualità sul mercatino ci sia sempre stata e come, grazie all’impegno degli stessi operatori, nel tempo siano stati realizzati numerosi eventi». L’obiettivo ora, secondo l’assessore, «è potenziare quanto già esiste, valorizzando la struttura e rendendola più attrattiva. L’idea è di utilizzare la vetrina del centro storico per far conoscere ciò che accade nel mercato etnico, trasformandolo in un luogo capace di accogliere famiglie e bambini, uno spazio di socialità e di tempo libero, se adeguatamente strutturato». Un elemento centrale del rilancio, per Guido, è la creazione di una rete tra tutti i soggetti coinvolti, comprese le figure istituzionali come il consigliere aggiunto, Rakesh Kumar Manda. La collaborazione tra le diverse etnie e le istituzioni è indicata come «condizione fondamentale per ottenere risultati concreti, evitando frammentazioni e iniziative isolate».
Il sindaco Adriana Poli Bortone sottolinea che in passato il Mercatino «non ha ricevuto l’attenzione necessaria, nonostante si tratti di un’iniziativa molto bella e dal forte valore sociale». Le questioni amministrative, comprese quelle legate agli arretrati e al periodo Covid, non sarebbero state affrontate «adeguatamente». Oggi, però, «l’interesse dell’amministrazione è rivolto al futuro: il mercatino va rilanciato, anche perché vederlo con molti box chiusi rappresenta un peccato e una perdita per la città». Il sindaco immagina iniziative periodiche, come eventi mensili, ma anche una presenza stabile di artigianato tradizionale. Il riferimento è al nome stesso del mercato, quello delle etnie e dei mestieri, «che dovrebbe tornare a esprimere il suo significato più profondo: non solo prodotti finiti, ma mestieri legati alle tradizioni delle varie comunità, mostrando i processi, i saperi e le tecniche, dal telaio alle intagliature e ad altre forme di manualità». In occasione del lancio del Capodanno, inoltre, Poli ha ribadito la volontà di inserire il consorzio anche nella rassegna “Armonie del Mediterraneo”, che punta a dare una vetrina costante all’artigianato, alla ricerca e alla cultura meridiana. Resterebbe, però, il nodo della posizione, che ha fatto fallire anche l’idea del trasferimento a Settelacquare dell’area mercatale. «Pur non essendo in una zona di forte passaggio pedonale - risponde il sindaco - è comunque strategica per la presenza di un grande parcheggio, che può stimolare la curiosità di chi lascia l’auto e si avvicina a un luogo diverso da quelli frequentati in centro».
















