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In Puglia e Basilicata

Il caso

Lecce, estate e sicurezza riflettori su Gallipoli

gallipoli

Ieri un focus in vista dell'aumento di flussi turistici

21 Luglio 2021

Redazione Lecce

Due riunioni ieri pomeriggio nella Prefettura di Lecce per mettere a fuoco una serie di aspetti legati alla sicurezza estiva.

Dapprima, il prefetto Maria Rosa Trio è stata impegnata nella Riunione tecnica di coordinamento (Rtc) per una valutazione degli ultimi avvenimenti che hanno destato preoccupazione nella comunità, in particolare la sanguinosa rapina di Lequile maturata in un contesto di criminalità isolata, che è costata la vita all’ex direttore di banca Giovanni Caramuscio.

Successivamente, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha concentrato la sua attenzione sulla situazione particolare di Gallipoli, meta estiva di migliaia di giovani. Ed è proprio la prospettiva di un imminente afflusso vacanziero che necessita di un approccio attento in termini di prevenzione e controllo sulle dinamiche di aggregazione.

Soprattutto in un contesto in cui la diffusione del virus è oggi maggiormente confinata nelle fasce giovanili della popolazione. Ed in proposito è da rammentare che la disponibilità di 70 agenti della polizia di Stato in più, annunciata nei giorni scorsi dal questore di Lecce Andrea Valentino, consentirà di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei momenti e nei luoghi più “caldi” della movida.

Prevenzione e sicurezza, dunque, aspetti stigmatizzati anche in una nota fatta pervenire in Prefettura dal capogruppo consiliare di “Gallipoli Futura”, Flavio Fasano, e dal consigliere Giuseppe Cataldi. La richiesta, quella di «valutare se non sia il caso di prevedere in città, soprattutto dalle 23,00 alle 05,00, la presenza di militari dell’Esercito Italiano affinché effettuino “ronde di servizio a piedi” in tutta la città e nelle zone periferiche (Baia Verde, Lido San Giovanni ed altre) con la presenza anche di unità mobili in strada per il pronto intervento».

Una richiesta, sostengono, «che non deve nemmeno lontanamente “suonare” come censura alle pur solerti ed attente forze dell’ordine presenti in città, formulata alla luce di numerosi episodi di vandalismo e spregiudicatezza che avvengono costantemente nelle ore notturne in questa città e che rischiano, tra l’altro, di esasperare i residenti».

Immediata la replica del sindaco Stefano Minerva alla richiesta di schierare l’Esercito: «A differenza di lettere che sono carta straccia - sottolinea - partecipo ai tavoli tecnici con forze dell’ordine e Prefettura per difendere in concreto la nostra città anche da chi non perde occasione per dimostrare di non amarla».

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