Venerdì 07 Agosto 2020 | 17:32

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Salento, le campagne in balìa delle bande: maxi-furto sventato in extremis

L’arrivo dei titolari dell’azienda, la notte scorsa, ha messo in fuga i ladri che da qualche tempo saccheggiano le aziende agricole del territorio compreso tra Leverano, Nardò e Porto Cesareo

Le campagne in balìa delle bande. Maxi-furto sventato in extremis

NEL SALENTO - Che non fosse finita qui era chiaro tanto alle vittime quanto agli investigatori, che pure hanno segnato un punto a favore della legge, con i due arresti a inizio settimana.

Le bande specializzate nei saccheggi di aziende agricole nel territorio compreso tra Leverano, Nardò e Porto Cesareo sono più d’una, ed era altrettanto evidente che il braccio di ferro ingaggiato negli ultimi due mesi, sarebbe andato avanti, nonostante tutto. Quasi fosse una sfida allo Stato ma anche un banco di prova con le proprie possibilità.
E la scorsa notte i malviventi sono tornati di nuovo in azione a Leverano, il colpo era quasi riuscito, se il proprietario dell’azienda finita nel mirino non fosse arrivato anzitempo.

E così a ‘sto giro sono fuggiti via ad alta velocità, lasciando impilate casse di prodotto già messo da parte e altro raccolto e pronto per essere caricato sui mezzi pesanti, come già accaduto in diversi episodi analoghi per modalità e territorio d’azione.
Quanti erano? Diversi, visto che per raccogliere con attenzione e riporre con cura simili quantitativi di frutta e di ortaggi occorrono mani esperte e numerose. E anche questo non è sfuggito all’occhio degli investigatori, tutti – carabinieri, polizia e guardia di finanza – ugualmente impegnati a fronteggiare e debellare il fenomeno, acuitosi negli ultimi due mesi, tanto da avere chiara un mappatura completa del territorio vasto funestato dai raid predatori, delle aziende già colpite e di quelle a rischio, ma anche dei volti e dei nomi degli autori e anche della loro provenienza. Dettaglio in più, dettaglio in meno.
Il problema maggiore, in questo momento, e dopo settimane di dura messa alla prova, sia dal punto di vista fisico che psicologico, è rappresentato dalla possibilità che qualcuno si faccia o meglio provi a farsi giustizia da sé attendendo al varco i malviventi per regolare i conti come viene. Le avvisaglie ci sono state.

Mesi di sacrifici che vanno in fumo, furti a raffica, la consapevolezza di lavorare per sé e al contempo per un socio occulto, il caldo torrido degli ultimi giorni che rende ancora più faticoso l’impegno nella terra, possono fungere da pericoloso detonatore ad una situazione ormai al limite.

Già le scorse settimane, stando ad alcune informazioni riservate trapelate, ci sarebbe stato un incontro ravvicinato tra alcuni agricoltori e alcuni ospiti per così dire non graditi, che si aggiravano nei loro appezzamenti alla periferia di Leverano. Il chiarimento evidentemente non ha sortito gli effetti sperati. Come non pare essere bastato il doppio arresto ad opera degli agenti del commissariato di Nardò che hanno colto sul fatto due brindisi esperti in furti di angurie.
La tensione è alta, l’esasperazione anche, alcuni imprenditori agricoli hanno già da giorni deciso di dormire nelle proprie campagne. “Io non dormo da trenta ore - confessa uno di loro dopo turni massacranti tra raccolta, distribuzione e ronde -, questa storia deve finire. Non ce la facciamo più”.

Le forze dell’ordine sono sulle tracce di persone già individuate, qualcuno con precedenti, e sotto la lente anche gli acquirenti in nero e a prezzi ribassati, dei prodotti trafugati.

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