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Cade il Dc-9 Itavia il dramma di Ustica

Cade il Dc-9 Itavia il dramma di Ustica

In prima pagina quel 28 giugno del 1980

28 Giugno 2022

Annabella De Robertis

La notizia è arrivata in redazione molto tardi, ma in tempo per essere pubblicata in prima pagina su La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 giugno 1980.

«Caduto in mare un aereo per Palermo con 81 persone a bordo»: è l’annuncio dell’ennesima strage che avviene in un Paese già martoriato dalla bomba di Piazza Fontana a Milano, dall’eccidio di piazza della Loggia a Brescia e da una lunga serie di fatti di sangue che purtroppo non si interromperà in quel 1980.

Un Dc-9 della Compagnia aerea Itavia non dà più notizie dalle 20.45: è praticamente certo che sia caduto in mare. «Il Dc-9 IH 870 serie 10, partito da Bologna alle 20.02, doveva arrivare a Palermo alle 21.45. L’ultimo contatto radio si è avuto sulla verticale dell’isola di Ponza alle 20.55; il radar l’ha seguito per altre 30 miglia poi l’immagine è scomparsa», si scrive sulla Gazzetta.

Il volo Bologna-Palermo era programmato alcune ore prima ma a causa di ritardi accumulati dall’aereo prima di arrivare all’aeroporto «Guglielmo Marconi» di Bologna, il decollo è avvenuto solo alle 20.02. «Le operazioni di imbarco sono state regolari e il velivolo, proprio a causa del ritardo, ha potuto evitare i temporali che sul Bolognese si sono abbattuti nel tardo pomeriggio».

Le ricerche del DC-9 sono coordinate dal centro di soccorso aereo di Martina Franca dell’Aeronautica Militare: «Sono impegnati elicotteri abilitati al volo notturno e battelli della Marina militare, la nave “Carducci”, i traghetti “Clodia” e “Nomentana”, un rimorchiatore e una motovedetta. In tutta la zona in cui si svolgono le ricerche dell’aereo disperso le condizioni del mare sono cattive (forza 5) e c’è un forte vento da nord-ovest che ostacola in particolare il compito degli elicotteri. Le ricerche si sono concentrate in un’area a 10 miglia a nord di Ustica», conclude il cronista. In piena notte appare l’ultimo aggiornamento: «Secondo notizie apprese all’ 1,40… la nave “Clodia” avrebbe avvistato due razzi di segnalazione e si starebbe dirigendo verso l’indicazione ricevuta, nel tratto di mare tre le isole di Ustica e Ponza».

Quello stesso 28 giugno 1980 ci sarà il drammatico ritrovamento dei resti dell’aereo. La notizia sarà ufficiale: nessun superstite. Su 81 morti solo 38 salme saranno recuperate: 77 passeggeri, tra cui 14 bambini, e 4 membri dell’equipaggio. All’indomani della strage, sorgono i primi sospetti. Ecco le prime ipotesi: «un sabotaggio, un missile, uno scontro con un aereo Nato». Dopo 42 anni, i parenti delle vittime e il Paese intero aspettano ancora la completa verità su quella notte.

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