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Il titolo a tutta pagina racconta la Liberazione

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La «Gazzetta» del 5 giugno 1944

05 Giugno 2022

Annabella De Robertis

E' il 5 giugno 1944. Finalmente La Gazzetta del Mezzogiorno può annunciarlo a caratteri cubitali: Roma è stata liberata. Le truppe della V Armata americana «restituiscono all’Italia la sua Capitale e al mondo il faro della civiltà». Subito dopo, l’annuncio della firma dell’armistizio dell’Italia con gli Alleati angloamericani, l’8 settembre 1943, Roma era stata abbandonata dal re e dal capo del Governo Badoglio: la loro fuga verso Brindisi aveva lasciato la città sguarnita.

Alcuni ufficiali avevano cercato di trattare con i tedeschi la resa, ma diversi reparti avevano spontaneamente deciso di combattere per un estremo, inutile tentativo di difesa della capitale. Mentre la Puglia e gran parte del Mezzogiorno vivevano un dopoguerra anticipato, Roma cadeva, invece, sotto il dominio diretto dei nazisti. Finalmente, tra il 4 e il 5 giugno 1944, le truppe guidate dal generale Mark Wayne Clark riescono a superare le ultime linee difensive dell’esercito tedesco ed entrano nella città quasi senza incontrare resistenza, accolte con estremo entusiasmo dalla popolazione stremata dai mesi di occupazione nazista e dai bombardamenti alleati, che non si erano mai interrotti.

«Roma è stata liberata dalle possenti armate della Nazioni Unite» – si legge sulla Gazzetta – «Il giorno desiderato è giunto. Il nostro cuore di italiani ha trepidato all’annunzio, ha vibrato di commozione. I nostri occhi si sono inumiditi. Finalmente Roma è ricongiunta all’Italia liberata, riprende il suo posto nelle nazioni e nel mondo. Gli italiani oggi dimenticano sciagure e dolori, per essi è giorno di vittoria, dall’una e dall’altra parte delle trincee. Roma non è il mito artificioso della violenza e della prepotenza creato dal fascismo, ma è il cuore della Giovane Italia unitaria, la capitale nella quale gli italiani convengono per ammirare pietre e adorare santuari, il centro di ogni attività politica ed amministrativa, di ogni passione e di ogni caro ricordo, di ogni impulso generoso e di ogni nostalgica speranza. Roma oggi ridiventa nostra. Pure non dimentichiamo oggi gli eserciti che Roma hanno liberata: i soldati americani e inglesi, e italiani e francesi e polacchi. Essi venuti d’oltre oceano e dal deserto hanno sfondato tre formidabili baluardi, combattuto da valorosi contro truppe agguerrite che hanno ceduto il terreno palmo a palmo». Roma è la prima tra le grandi capitali europee ad essere liberata: «Oggi Roma, domani Parigi, poi Berlino, il cuore della resistenza nemica», conclude con speranza il cronista.

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