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Il Nobel per la letteratura a Elfriede Jelinek

Il Nobel per la letteratura a Elfriede Jelinek

 

Giovedì 07 Ottobre 2004, 14:00

18 Gennaio 2026, 18:30

Il premio Nobel per la Letteratura 2004 è stato assegnato oggi a Stocccolma all'austriaca Elfriede Jelinek.
«Per il fluire musicale di canto e contro-canto nei romanzi e nei drammi che con straordinario ardore linguistico rivelano l'assurdità dei cliches della società contemporanea e il loro potere soggiogante». Questa la motivazione della Accademia svedese che ha assegnato il Nobel per la Letteratura all'austriaca Elfriede Jelinek.
La sessualità, il potere e la violenza sono i temi che hanno fatto di Elfriede Jelinek (57 anni) una delle più controverse scrittrici della scena contemporanea austriaca.
Il suo successo è cominciato con il romanzo «La Pianista» del 1983, dal quale il regista Michael Haneke ha tratto un film di grande successo con Isabelle Huppert premiato nel 2001 a Cannes. E' la storia di un rapporto sado-masochista tra una insegnante di piano e la madre dominante.
Jelinek, che vive solitamente tra Vienna e Monaco di Baviera, è nata il 20 ottobre 1946 a Muerzzuschlag, in Stiria (Austria centrale). Dopo l'esame di maturità in un convento, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Vienna, oltre a lingue, scienze del teatro e storia dell'arte.
Un grande scalpore sollevò nel 1994 la messa in scena di Claus Peymann al Burgtheater di Vienna della sua «porno-satira» «Autogrill oppure tutti lo fanno» e poi nel 1998 quella di Einer Schleeff «Un pezzo di sport».
Jelinek è entrata in pieno nelle polemiche degli ambienti culturali austriaci contro l'arrivo al governo di Vienna del partito liberal-nazionale di Joerg Haider nel 2000, in coalizione con il cancelliere popolare Wolfgang Schuessel.
Prima del Nobel per la letteratura ha già vinto una serie di importanti premi letterari come il «Georg Buechner» nel 1998, il premio Heine della città di Duesseldorf nel 2002.
Il suo ultimo successo al teatro Burgtheater di Vienna è stato «Bambiland», nel 2003, per la regia di Christoph Schlingensief.

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