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Elezioni politiche

Pd Puglia, ecco i listini tra novità, sorprese e polemiche. Emiliano: «Pronti a fare la nostra parte»

Elezioni politiche

Si va alle urne il 25 settembre dalle 7 alle 23

Definito il quadro delle candidature nei dem

16 Agosto 2022

Mimmo Mazza

BARI - La direzione nazionale del Pd ha definito il quadro delle candidature per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Alla Camera dei Deputati il Pd pugliese candiderà nel listino plurinominale di Foggia-Bat (p1) Raffaele Piemontese, Debora Ciliento, Giovanni Vurchio, Gabriella Grieco; nel collegio di Bari (p2) Marco Lacarra, Anna Maurodinoia, Paolo Lattanzio, Silvia Muolo; nel collegio di Taranto (p3): Ubaldo Pagano, Maria Grazia Cascarano, Massimo Moretti, Francesca Irpinia; nel collegio di Lecce (p4): Claudio Stefanazzi, Elisa Mariano, Francesco Rogoli, Anna Toma. Per quel che riguarda gli uninominali, nel collegio di Foggia (u01) Valentina Lucianetti, in quello di Manfredonia (u02) Raffaele Piemontese, in quello della Bat (u03) Fabrizio Ferrante, in quello di Bari (u05) Laura Torsi, in quello di Altamura (u06)  Silvia Convertini, a Taranto (u08) Michele Nitti, a Lecce (u09) Sebastiano Leo. Al Senato, nel listino Francesco Boccia, Valeria Valente, Antonio Misiani, Loredana Capone. Per l'uninominale, invece,  nel collegio Taranto-Brindisi (u4) Giampiero Mancarelli.

Emiliano, in Puglia pronti a fare la nostra parte

«La direzione del Partito democratico dopo un intenso e incessante lavoro di ascolto e analisi, ha formalizzato le prime candidature al Parlamento. Un lavoro non semplice, quello fatto dalla segreteria nazionale, di sintesi e composizione del quadro, un lavoro che suscita grandi speranze ma anche qualche amarezza, non potendo essere soddisfatte in questo passaggio tutte le legittime aspirazioni». E’ quanto dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per una prima analisi delle scelte del Pd nazionale in vista delle elezioni Politiche di settembre. «La cosa certa - prosegue - è che dalla Puglia, dai territori, siamo pronti a fare la nostra parte per far conoscere il programma di governo del Pd, per costruire intorno ad esso partecipazione e condivisione e per contribuire al rafforzamento dei valori che il programma racchiude e che trovano fondamento nella nostra Costituzione repubblicana». «Abbiamo dovuto accogliere - prosegue - la richiesta di Enrico Letta di candidare il vice presidente della Regione, Raffaele Piemontese, e la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone per rinforzare al massimo le nostre liste. Loredana e Raffaele, in due, hanno preso quasi 35 mila voti alle ultime regionali, sono due colonne del Pd e della regione e hanno ricevuto un giusto riconoscimento dopo anni e anni di militanza e di campagne elettorali difficili. Si tratta di un contributo al Pd che la giunta regionale ha dovuto offrire per dare una mano in un momento così difficile e anche per consentire a me di evitare la candidatura come capolista al Senato».

«Apprendo con amarezza che il Pd nazionale non ha accolto la nostra richiesta di candidare una giovane sindaca», Fiorenza Pascazio, prima cittadina di Bitetto, nel Barese, «sostituendola con una politica campana già candidata in un collegio maggioritario della sua città. Mi rendo conto che la Campania ha dovuto accogliere candidature di importanti leader nazionali, ma l’assenza del sindaco Pascazio pesa molto nella nostra squadra». Lo dice il governatore pugliese Michele Emiliano, commentando le candidature del Pd in Puglia per le prossime elezioni. «Come dispiace molto - aggiunge - per la vicenda della senatrice Assuntela Messina, sottosegretaria competente e attiva del governo Draghi, la cui non ricandidatura in posizione utile nei listini bloccati rappresenta una grave perdita per la Puglia, ma a causa della riduzione del numero dei parlamentari non è stato possibile per Enrico Letta trovare una collocazione migliore. Assieme a Michele Bordo costituirà una riserva di competenza e prestigio per le sfide che la Regione Puglia dovrà affrontare in futuro. Un ringraziamento sentito al segretario regionale del Pd Marco Lacarra che sarà ricandidato capolista a Bari».

LE PAROLE DI BOCCIA

«Rappresentare la comunità del Partito democratico della Puglia in Senato sarà un grande onore. In questi anni la Puglia ha mostrato al mondo tutta la sua bellezza e le sue infinite opportunità. Ha dimostrato all’Italia intera che può esserci un altro Sud. Il Sud con la schiena dritta, il Sud del progresso tra tradizione e innovazione tecnologica. Non dobbiamo fermarci, nè tornare indietro, ma vogliamo rafforzare ancora di più la nostra terra con l’impegno di tutta la nostra comunità. È una grande responsabilità che affronteremo ancora tutti insieme con l’orgoglio e la passione di sempre». Lo scrive sui social Francesco Boccia, deputato del Partito Democratico e responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale. 

ARTICOLO 1: IGNORATA LA CANDIDATURA DI LOPALCO

«L'ho detto ripetutamente nei giorni scorsi, torno a ribadirlo oggi: Articolo Uno è cofondatore della lista 'Italia democratica e progressistà insieme a Demos, Psi e Pd. In tale veste abbiamo chiesto ripetutamente di compartecipare alla stesura del programma e alla scelta delle candidature, pur nel rispetto dei ruoli e delle proporzioni. In Puglia a parole ci è stato assicurato che ciò sarebbe accaduto, nei fatti è successo esattamente il contrario». E’ quanto lamenta il segretario regionale di Articolo Uno in Puglia, Ernesto Abaterusso. «Ne prendiamo atto - prosegue - avevamo proposto candidature di valore, espressione dei territori, per postazioni solo di combattimento e a perdere per poter esprimere al meglio il nostro contributo, piccolo o grande che sia. Pierluigi Lopalco, Adalisa Campanelli, Adriano Merico e Francesca Irpinia erano i nomi che avevamo offerto al tavolo regionale e nazionale. Proposte di candidature che sono state totalmente ignorate - o quasi - in nome di una arroganza senza limiti, di una concezione padronale della lista e per dare ampio spazio ai civici che chiedevano dignità di rappresentanza. Cosa che noi non abbiamo mai contrastato, purché non andasse a discapito di uno solo dei cofondatori, i sottoscritti».

IL COMMENTO DI AMATI

Già malcontenti in Puglia dopo le indiscrezioni sulla scelta dei capolista alle prossime elezioni. Le «liste Pd Puglia» sono «invotabili», «composte dai raccomandati (uomini) di Emiliano": la dura critica arriva dal consigliere regionale del Partito democratico pugliese, Fabiano Amati, presidente della commissione Bilancio del Consiglio. «Non è più il tempo di lamentarsi in silenzio - dice - chi non è d’accordo deve con coraggio uscire allo scoperto e contribuire a distruggere questo sistema di potere, per costruire un’alternativa di buon governo e linearità». Per Amati, «le liste del Pd Puglia sono state generalmente composte sulla base di raccomandazioni e ossequi ai capetti di turno». «Le liste del mio partito, il Pd - evidenzia - risultano perciò invotabili: l'idea secondo cui i simboli esistono e vanno sostenuti a prescindere dalle persone che li rappresentano è idolatria o paganesimo applicato alla politica, soprattutto se i candidati arriveranno in Parlamento non attraverso le preferenze dei cittadini, ma approfittando di una legge elettorale indecente, fondata sulle nomine gradite ai gruppi di potere organizzati». «Mi dispiace tanto - conclude - che su questo anche Enrico Letta si sia reso complice e perciò colpevole, giungendo a tollerare, addirittura, capilista tutti uomini».

Non si placano le polemiche sulla compilazione delle liste elettorali del Pd pugliese. Oggi il consigliere regionale del Partito democratico, Fabiano Amati, ha chiesto formalmente che le liste vengano «modificate» perché a suo dire violerebbero «gli statuti nazionali e regionali». «Le liste del Pd Puglia - sostiene - non sono solo invotabili ma pure illegali. Violano infatti una gran quantità di norme statutarie e in particolare quelle sulla parità di genere e quelle sulla contendibilità delle cariche. Le varie Commissioni di garanzia dove sono? Dove sono le organizzazioni femminili del partito e le varie commissioni di parità? Hanno scelto di non disturbare il manovratore? Non era stato il segretario Letta a dire che vogliamo un partito femminista? Non era stato il presidente Emiliano a dire che la violazione della parità di genere ci rende impresentabili? Chiedo dunque l’immediata modifica delle liste, cancellando la totalità di capilista uomini e invertendo il genere dei capilista in almeno due collegi proporzionali della Camera, nella consapevolezza, comunque, che anche tale modifica non soddisferebbe l’ulteriore criterio violato della contendibilità».

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