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«Rimborsi irregolari al portaborse»: in Procura il bilancio dei Popolari

«Rimborsi irregolari al portaborse»: in Procura il bilancio dei Popolari

Nel mirino per la seconda volta il rendiconto del gruppo politico: Stellato non ha restituito 10mila euro

18 Giugno 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - I Popolari con Emilianonon hanno provveduto a restituire al Consiglio regionale i circa 10mila euro di rimborsi spese erogati lo scorso anno a due portaborse. È per questo che la Sezione di controllo ha inviato per la seconda volta le carte alla Procura della Corte dei conti.

Già a fine marzo i giudici (presidente Torri, relatore Minervini) hanno ordinato al capogruppo Massimiliano Stellato di correggere il rendiconto relativo al 2021, rilevando rimborsi irregolari per circa 10mila euro. Sono quelli erogati quelli erogati a un avvocato, Carmine Dell’Aquila, e a Michele Mazzariello, portaborse di Stellato, cui sono state pagate «trasferte quasi quotidiane per circa 200 km prevalentemente su Taranto», città di residenza sua e del capogruppo. Ma la spiegazione fornita ai giudici contabili non deve essere stata convincente: Mazzariello, ha scritto il capogruppo, «si spostava, con mezzo proprio e per l’esercizio delle mansioni autorizzate di supporto alle esigenze del gruppo consiliare, dalla sede barese del Consiglio regionale in varie località pugliesi, soprattutto a Taranto, dove era ubicata sia la segreteria territoriale del consigliere Stellato sia lo studio del consulente del lavoro al quale egli consegnava la documentazione riferibile a tutti i collaboratori del gruppo consiliare (...). Dopo aver assolto i compiti assegnatili, il signor Mazzariello faceva rientro alla sede del Consiglio regionale percorrendo il tragitto Bari-Taranto-Bari». Per i magistrati, infatti, la spesa «permane priva di una valida dimostrazione in merito all’espletamento di attività istituzionali» e «si aggiunge al pagamento per approvvigionamento di carburante»: ne consegue «il carattere abnorme/irrazionale ed antieconomico del lungo percorso kilometrico sostenuto dal collaboratore», che in alcuni giorni partiva da Taranto (sede di residenza), arrivava a Bari (sede di lavoro), tornava a Taranto (per andare dal consulente del lavoro), rientrava a Bari e infine tornava a casa la sera. Da qui la richiesta di restituzione dei rimborsi, cosa non avvenuta, che ha comportato la nuova segnalazione in Procura.

In precedenza i magistrati avevano segnalato il danno erariale per i contratti dei collaboratori, evidenziando «eventuali elusioni delle norme a tutela del bilancio regionale». Questo perché i 16 collaboratori, tra cui ci sono tre avvocati e un ingegnere, che avevano stipulato contratti di consulenza con il gruppo (mai pubblicati nonostante sia obbligatorio per legge), il 31 marzo sono stati improvvisamente retrocessi a segretarie: i contratti di consulenza sono stati oggetto di «risoluzione consensuale per refuso», aggiungendo una clausola di specificazione in base a cui tutti i contratti si riferivano a «attività lavorativa (segreteria) di supporto alle esigenze del Gruppo». Un espediente che serviva per evitare la condanna alla restituzione, ma che non è bastato a evitare la denuncia.

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