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Grano, è allarme globale. Maurizio Martina: «Ue e Fao si muovono, paura per Africa e Asia»

Grano, è allarme globale. Maurizio Martina: «Ue e Fao si muovono, paura per Africa e Asia»

Gli effetti della guerra e dei rincari si legano anche alla necessità di nuove visioni: cibo sostenibile, biodiversità, lotta agli sprechi

26 Maggio 2022

Enrica Simonetti

Sos grano! In tempi in cui siamo abituati al «troppo» - nonostante le crisi degli ultimi tempi - quasi non crediamo a questi allarmi. Sono veritieri o catastrofici? Cosa accadrà al nostro mondo alimentare con gli effetti della guerra? Ne parliamo con Maurizio Martina, vicedirettore generale della Fao, che domani sarà al Ciheam di Valenzano (Bari) per l’intitolazione dell’Istituto all’indimenticato Cosimo Lacirignola.

A corto di grano: gli equilibri stanno cambiando e l'allarme si diffonde. Pensa che il prezzo della guerra nell’Europa orientale metta a rischio tutto il pianeta e in particolare i Sud del mondo?

«Nel 2021 Russia e Ucraina hanno esportato circa il 30% del mercato globale di cereali. L’interruzione nelle filiere di produzione causate dal conflitto e le conseguenti restrizioni alle esportazioni messe in atto da alcuni Stati stanno mettendo a rischio la sicurezza alimentare dei Paesi che dipendono dalla Russia e dall’Ucraina sia per la fornitura di cereali, sia per quella di fertilizzanti. Infatti, Russia e Ucraina sono grandi Paesi produttori non solo di mais, grano e orzo, ma anche di fertilizzanti. Basti pensare che l'UE ottiene metà del suo mais dall'Ucraina e un terzo dei suoi fertilizzanti dalla Russia: è evidente che la chiusura dei porti ucraini e il blocco delle esportazioni russe abbiano avuto un effetto diretto sull’afflusso di questi beni in Europa. Lo scorso febbraio Bruxelles ha messo insieme un pacchetto di misure a sostegno degli agricoltori dell'UE, comprese la possibilità per gli Stati membri di accedere a fondi e sostegno finanziario per aiutare i produttori agricoli più colpiti dalle conseguenze del conflitto. Queste misure sono necessarie per affrontare problemi di accessibilità alimentare e adottare misure per migliorare la sicurezza alimentare globale e sostenere produttori e consumatori europei a fronte dell’aumento dei prezzi al consumo e di produzione».

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