Martedì 27 Settembre 2022 | 23:14

In Puglia e Basilicata

ELEZIONI POLITICHE 2022

Centrodestra

43,79%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

26,13%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,79%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,43%

Movimento 5 Stelle

Centrodestra

44,02%

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


Lega per Salvini Premier


Noi Moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC

Centrosinistra

25,99%

Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


Alleanza Verdi e Sinistra


Impegno Civico Luigi Di Maio – Centro Democratico


+Europa

Terzo Polo

7,74%

Azione – Italia Viva – Calenda

M5S

15,55%

Movimento 5 Stelle

 

I DATI DELLA REGIONE

Obesità, se la soluzione è la sala operatoria

Obesità, se la soluzione è la sala operatoria

Chirurgia bariatrica in Puglia, nel triennio dimezzate le emigrazioni sanitarie: a Bari centro di riferimento regionale

30 Aprile 2022

Nicola Pepe

La Puglia è una delle Regioni del Mezzogiorno con il più alto tasso di obesità (11,7%, fonte Istat) tra i residenti. Dato cui va aggiunta una percentuale almeno tre volte tanto di gente che è in sovrappeso. Per farla breve, quasi uno su due ha chili di troppo e, di questi, almeno due sono oversize e presentano profili di alto rischio. Innanzitutto va detto che è considerato obeso chi - secondo la letteratura scientifica - ha un «Bmi» (il body mass index o) cioè l’indice di massa corporeo (detto anche Imc), uguale o superiore a 30. Tale dato si calcola in modo approssimativo dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato dell’altezza (in metri). Ad esempio, un soggetto alto 1 metro e 65 che pesa 100 chili avrà un Bmi pari a 30,3, un caso di obesità di primo grado cosiddetta «non chirurgia». Con un «Bmi» oltre i 35, si entra nel campo della obesità chirurgica, che richiede un approccio diverso soprattutto in presenza di patologie correlate.

La chirurgia che si occupa del trattamento di tali patologie è detta chirurgia bariatrica, grazie alla quale si può ottenere mediamente un calo ponderale del 70% dei chili in eccesso, dato variabile in relazione alla storia personale del paziente. Gli interventi riconosciuti dalla letteratura internazionale sono quattro, ma due (Sleeve Gastrectomy e Bypass gastrico) rappresentano una larga fetta delle procedure eseguite stimate in circa l’80%. La «sleeve» comporta una resezione verticale di una parte dello stomaco, riducendo il senso di fame e auimentando la sensazione di sazietà: chi si sottopone a questo intervento perde peso perchè mangia poco spontaneamente. Il «bypass» (procedura con oltre mezzo secolo di storia)
In Puglia, secondo i dati forniti dalla Regione sulla base del Drg (288) relativo alla Chirurgia dell’obesità e rappresentati nell’infografica pubblicata in questa pagina, l’anno scorso risultano eseguiti 1700 procedure: il 60% è riconducibile allo stesso chirurgo, il napoletano dott. Antonio Braun, che opera in due strutture di GVM Care & research (Villa Lucia di Conversano e Santa Maria di Bari). Dati validati anche dalla Sicob la società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche, che classifica il centro barese come struttura di eccellenza per numero e complessità di interventi di Chirurgia bariatrica. Meno «intensa», invece, l’attività chirurgica specifica nell’area jonico salentina. I dati del Drg delle altre strutture sono comunqe legati anche anche ad intervento di chirurgia plastica correlati all’obesità.

La performance dei dati baresi sembra in qualche modo aver ridotto i viaggi della speranza verso strutture del Nord, soprattutto Lombardia che assorbe il 30% della cosiddetta mobilità passiva per i pazienti affetti da tali patologie. Il drg della Chirurgia dell’obesità (il tipo di prestazione cui corrisponde un costo, in questo caso pari a 4mila euro) rientra nei primi 5 che sono causa dei famosi viaggi della speranza. Ed è sempre il report ufficiale della Regione Puglia a certificare un dimezzamento dei viaggi della speranza nel triennio 2018-2020 (da 1.738 a 935), con un dato che vede l’Asl Bari ridurre di 2/3 le migrazioni sanitarie degli obesi. Indubbiamente tale freno deriva inevitabilmente anche dalla attività del chirurgo napoletano che esegue interventi seconod tecniche che garantiscono una ripresa rapida.


Per essere classificati centri di eccellenze (e non affiliato o accreditato) secondo il modello Sicob, le strutture sanitarie devono disporre anche di una terapia intensiva. Santa Maria e Villa Lucia , oltre a organizzazione e strutture, mettono a disposizione un team multisciplinare (chirurgo bariatrico, chirurgo plastico, nutrizionista, endocrinologo, psichiatra-psicologo, gastroenterologo, cardiologo, anestesista, infermiere). Gli interventi sono eseguiti in regime di accreditamento con il Ssn, ma per un meccanismo contabile del tetto di spesa, un cittadino pugliese non può scegliere di essere essere trattato in un centro e quindi rischia di operarsi al Nord con oneri sempre a carico della Regione Puglia; mentre, per il paziente di un’altra regione, le porte sono aperte. Ma questa è un’altra storia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725