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In Puglia e Basilicata

L'editoriale

Estate elettorale altisonante e mediocre senza idee e senza il Sud

Montecitorio, Camera dei deputati

Quali sono le proposte degli esponenti politici? La tentazione dell’astensionismo è considerata da tutti una sciagura o giù di lì. Tuttavia si sta facendo ben poco per sventarla

07 Agosto 2022

Oscar Iarussi

Altisonante però sottotono. Perentoria eppure mediocre. Qua e là dagli echi «apocalittici», magari aspettando una granita in spiaggia o una birra al chiringuito. La campagna elettorale estiva rotola, come una balla di fieno nei film western, verso la presentazione dei simboli e delle liste fissata a cavallo di Ferragosto. Nel centrosinistra si fa un gran discutere di «agende», invero senza soffermarsi troppo su quanto vi è o era scritto (Draghi sì, no, forse) e tiene banco il tema delle alleanze (Letta, Calenda, i Verdi, Fratoianni, tutti tranne Renzi chissà perché). Mentre il centrodestra a trazione Meloni, almeno secondo i sondaggi, è più coeso sotto il segno/sogno delle tasse da ridurre, per quanto non manchi la sfida intestina sul nome del possibile futuro premier. E i Cinque Stelle? La lista più votata nelle elezioni del 2018 (32 per cento), appare in preda a una sorta di cupio dissolvi, un desiderio di sfinimento o di autodistruzione, tra i rituali del politichese e la residua anti-politica degli esordi grillini, che Di Battista potrebbe dovrebbe vorrebbe rinverdire.

Sono, quelle del 25 settembre, anche le prime elezioni politiche dopo il cataclisma della pandemia di Covid, esplosa al principio del 2020. E le prime elezioni che, a vent’anni dalle guerre jugoslave (un focolaio mai spento, vedi il Kosovo), vengono indette con un conflitto in atto nel cuore dell’Europa: l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin e le conseguenze geopolitiche, economiche, energetiche che sappiamo. Una guerra in cui il governo Draghi si è giustamente schierato senza esitazioni con la resistenza di Kiev.

La tentazione dell’astensionismo è considerata da tutti una sciagura o giù di lì. Tuttavia si sta facendo ben poco per sventarla. Da una parte, studenti e lavoratori fuori sede (che sono soprattutto meridionali) non potranno esercitare il diritto di voto a distanza, non consentito dalla legge, e vedremo quanti riusciranno davvero a tornare nei comuni di residenza in un periodo di esami universitari e di ripresa post-ferie. D’altro canto, la montante spettacolarizzazione della politica nei programmi Tv radicalizza il format virale e seriale sperimentato con successo durante la pandemia: «chiacchiere e distintivo». Per non parlare del mordi e fuggi sui social, in particolare Twitter, dove la brevità dei caratteri a disposizione si coniuga con la ricerca spasmodica della novità e con il pathos, puntando all’identificazione emotiva del seguace o del curioso. Quel che resta del mondo, oltre l’effetto choc, non è un problema per i campioni di stagione, le cui guasconate infiammano gli animi. Peccato che vi siano milioni di elettori indifferenti, soprattutto fra i giovani che sembrano i meno sensibili alla politica sui social, preferendo la moda, lo spettacolo, lo sport, la musica.

In gioco - si dice - vi sarebbero simbolicamente due rappresentazioni del mondo, una scelta di campo, l’eterno quarantotto italiano. Ma poi non v’è tempo e modo per argomentare e dunque far capire. Fermo restando il dettato antifascista della Costituzione, lo spauracchio del neofascismo agitato contro l’avversario non ha mai portato bene alla sinistra italiana, che ha vinto con la forza pacata di Prodi. Il terrore dell’immigrazione clandestina risuscitato per serrare le file della destra (e competere nella destra) non fa onore alle ambizioni governative di Meloni e Salvini. Il Centro da Calenda a Toti a Di Maio è un fantasma volteggiante nei sondaggi, ma ancora e forse ontologicamente indefinito.

Vero, sta tornando la frattura tra città e campagna, o, per dirla nei termini metaforici cari alla filosofia del ‘900, tra l’«albergo» della sinistra e il «rifugio» della destra. L’orgoglio dei diritti civili o il richiamo della tradizione riassumibile nella triade «Dio, patria, famiglia». L’internazionalismo nel mondo globale o l’esorcismo della complessità. Ancora, se volete, la Borsa delle metropoli finanziarie come Milano contro la Vita quotidiana della Vandea costretta a fare i conti con l’aumento della frutta. Ma se questa è la cornice dello scontro, bisognerebbe dar corpo al quadro in primis delle emergenze che spinsero al governo di unità nazionale guidato da Draghi, emergenze ancora tutte in campo. Per esempio, come dovremo comportarci in autunno rispetto alla pandemia che sta mordendo persino col caldo? Liberi tutti e nessun legaccio o invece campagne vaccinali e prevenzione? E come vogliamo affrontare la corsa per l’utilizzo delle risorse Pnrr che già sconteranno il ritardo attuativo a causa delle elezioni anticipate? A proposito, l’Europa è da considerarsi amica o nemica? Il protagonismo della Unione europea, finora incompiuto, sarebbe difatti decisivo nello scenario delle crisi che si moltiplicano, dall’Ucraina a Taiwan, dai Balcani al Mediterraneo.

Quali sono le proposte di Letta, Meloni, Conte, Calenda in termini di investimenti percentuali riservati alla scuola, alla sanità, all’ambiente devastato da incuria, speculazione ed epocale cambiamento climatico? Quali misure prevedono per il lavoro e il contrasto alla povertà? Un po’ frettolosamente ritenuta «abolita» da Di Maio e dagli altri ministri pentastellati nel settembre 2018, la miseria aspetta al varco la nobiltà della politica...

Domande. Il sommesso appello rivolto al Lettore è a informarsi il più possibile sulle eventuali risposte, leggendo i giornali e i siti web, facendosi un’idea non stereotipa e non indotta dall’umore dell’istante. Magari, perdonate il mantra, sarebbe utile sapere quale destino attenda questo nostro Sud così lontano dal discorso pubblico da sembrare inesistente. Infrastrutture, trasporti, turismo, coesione sociale, sicurezza, fabbriche in crisi: da Foggia a Taranto a Melfi non viviamo delle pur belle fiction televisive né dei western meridiani (astenersi balle).

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