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Awua, ventitré minuti per conquistare Bari

Awua, ventitré minuti per conquistare Bari

L'eurogol di Theo strappa applausi. Per Vivarini ha un grande futuro

Da quando è arrivato a Bari, è come se si fosse trovato su una giostra ad alta velocità: prima in alto, poi in discesa, quindi di nuovo alle stelle. Theophilus Awua ha impiegato meno di venti minuti per entrare nel cuore del tifo biancorosso, elettrizzando con il suo ingresso la gara che a Rieti stava diventando un dramma. È diventato immediatamente titolare sotto la gestione di Giovanni Cornacchini, quindi si è ritrovato in panchina con Vincenzo Vivarini, ma l’infortunio di Hamlili (sarà out per almeno 15 giorni) lo ha rilanciato negli ultimi 180’ ed il gol al Catanzaro lo ha riportato in auge. Adesso avrà tempo e fiducia per trovare continuità e provare ad affermarsi del tutto con i galletti. D’altra parte, i sacrifici certo non lo spaventano.

Nato in Nigeria a Makurdi, “Theo”, come lo chiamano tutti, si è avvicinato al calcio grazie alla Abuja Football Academy, scuola calcio fondata in Nigeria dal patron dello Spezia, Gabriele Volpi, imprenditore naturalizzato nigeriano per i suoi lunghi trascorsi nella nazione africana durante gli anni ‘70. Insieme ad Awua, da tale realtà sono emersi anche l’attaccante Umar Sadiq, di proprietà della Roma ed ora in prestito al Partizan Belgrado, nonché David Okereke (anch’egli 22 anni) che milita nel Club Bruges dopo i dieci gol realizzati lo scorso anno nello Spezia.

Theo è approdato in Italia alla Lavagnese, ma è stata l’Inter ad assicurarselo e a tesserarlo per la Primavera nella quale esplode conquistando da capitano non solo lo scudetto di categoria nel 2017. Un’escalation insufficiente, però, a restare in nerazzurro: seguono sei mesi infruttuosi alla Juve Stabia, quindi l’approdo allo Spezia nel gennaio 2018 e l’esordio con gol (contro la Pro Vercelli) nel maggio successivo.

Formativa poi l’esperienza dello scorso anno in prestito al Rende (30 presenze e sei reti, in C) che convince Matteo Scala (uomo mercato biancorosso) a volerlo nel suo Bari avviando un corteggiamento protratto per l’intera estate e concluso solo l’ultimo giorno di mercato con una formula che potrebbe rivelarsi un affare: prestito dallo Spezia con obbligo di riscatto già fissato ad 1,5 milioni in caso di promozione in B. «Stavo perdendo autostima: mi sono ritrovato in panchina dopo essere stato titolare. Ma questo gol rinnova la mia carica. È stato il più bello della mia carriera? Nient’affatto: a Rende ne ho realizzato almeno un paio stupendi», ha dichiarato dopo la prodezza contro il Catanzaro. Ecco, Theo è così: trasparente e sincero, rapido nel pensiero così come lo è nel passo. E, nonostante fin qui lo abbia dosato, il suo piglio ha conquistato pure Vivarini. «Nelle prime apparizioni – ha spiegato il tecnico – lo vedevo troppo disordinato. Tuttavia, ha recepito rapidamente come disciplinarsi ed i risultati si vedono. I giocatori così sono merce preziosa: perché hanno forza, corsa, aggressività e dinamismo. Avremo un gran bisogno di Awua, soprattutto in questo frangente in cui dovremo rinunciare ad Hamlili. Lui, peraltro, è giovane: ha tutto per prenotare un grande futuro».

Un’investitura in piena regola. Che gli permetterà forse di cambiare anche la storia dei nigeriani transitati da Bari prima di lui: Hugo Enynnaya (33 presenze e 4 gol tra il 1999 ed il 2004) è ancora oggi un idolo, nel ricordo della notte in cui con Cassano strapazzò l’Inter, ma gli infortuni in serie ne spezzarono il volo. Raphael Chukwu (16 gare ed un gol nel biennio 2001-03) arrivò in Puglia con la fama di un tiro “che uccide”, ma lo stoppò un serio problema di salute. Infine, Giulio Ebagua (ora al Bisceglie) che a gennaio 2015 fu acquistato per far volare il Bari di Gianluca Paparesta: si fermò, invece, ad una doppietta rifilata al Frosinone, senza regalare altri squilli. Erano tutti attaccanti. Folgorazioni che non mantennero le promesse. Lui, invece, è il primo centrocampista nigeriano a militare tra i galletti.

Può scrivere una nuova storia. E magari trascinare con sé pure Michael Folorunsho che con lui condivide le origini, pur essendo nato a Roma ed avendo la nazionalità italiana. In serie C la loro carica agonistica e la ferrea volontà di emergere sono peculiarità fondamentali. E Bari, a sua volta, ha tanto bisogno di chi, come Theo, profonde ogni stilla di energia per realizzare un sogno.

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