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Bari, metabolizzare e ripartirema la ferita rimane ancora aperta

Bari, metabolizzare e ripartire
ma la ferita rimane ancora aperta

L'allenatore Cornacchini uomo trasparente. Nessuna trama oscura

 
Metabolizzare e ripartire. Da oggi il Bari dovrà mettersi alle spalle il passo falso di Torre del Greco contro la Turris, seconda, e principale inseguitrice dei biancorossi. Ritrovare serenità, determinazione e furore agonistico. Soprattutto, archiviare qualche potenziale veleno emerso dopo la sconfitta in Campania. I biancorossi hanno perso l’incontro più importante del torneo. Ne ha risentito anche la città del pallone che, intanto sopporta pazientemente l’inferno della D, fin quando non si rischia di vedere ostacoli su una scalata da centrare nel più breve tempo possibile. Finora il torneo dei galletti è stato privo di reali spine. Un percorso tutto sommato alla camomilla, costellato di vittorie e record. Tuttavia, son bastati ko con Cittanovese e Turris per accorciare pericolosamente la classifica. I corallini, in particolare, potrebbero portarsi, capitalizzando il recupero di Rotonda, a soli sei punti dai pugliesi, rendendo il finale di stagione ad alta tensione e riducendo sensibilmente i bonus a disposizione della truppa guidata da Giovanni Cornacchini. Già, il tecnico. Hanno suscitato dibattiti ed interpretazioni alcune sue dichiarazioni nel post gara del «Liguori». «Sono arrabbiato, dovevamo fare di più in uno scontro diretto. In questa categoria servono furore e attributi», le parole che il trainer di Fano ha ripetuto più volte. Al punto che il suo pensiero potesse sembrare un’accusa di scarsa determinazione ai suoi uomini. È il caso di ipotizzare fratture tra allenatore e squadra? Cornacchini è un uomo trasparente, non in grado di ordire trame oscure. In altre circostanze (vedi pareggio interno con il Roccella o vittoria sofferta con il Troina) si è assunto in prima persona le responsabilità di scelte tattiche non convincenti o di motivazioni non sufficientemente trasmesse ai calciatori. Stavolta, ha voluto semplicemente far suonare un campanello d’allarme più forte. Spronare tutti ad una maggiore risolutezza. D’altra parte, l’allenatore si è già confrontato ieri con alcuni tra i più esperti del gruppo biancorosso. E sembra che le visioni fossero unanimi su una necessità di aumentare grinta e agonismo. Insomma, non c’è aria di crisi e nessuno è in discussione, sebbene la società non voglia lasciare nulla al caso, pur di non correre il minimo rischio di fallire l’obiettivo promozione. Cornacchini, ad ogni modo, chiarirà ulteriormente il suo pensiero alla squadra oggi, in una riunione tecnica che prevedrà pure altre novità. Come ad esempio la programmazione di una settimana di allenamento più intensa, allo scopo di ritrovare la brillantezza raramente ammirata nell’ultimo mese. Calibrature necessarie, considerando il ritardo con cui è partita la preparazione, a causa della riorganizzazione societaria. Sulla carta, comunque, il Bari ha un percorso più agevole della Turris: i pugliesi, giocheranno sei match interni ed altrettanti fuori casa, mentre i campani saranno impegnati solo sei volte tra le mura amiche e ben otto (compreso il recupero) lontano dalle mura amiche. Non solo. I galletti avranno il vantaggio di disputare al San Nicola gli scontri con le compagini di medio alta classifica (Marsala, Acireale, Castrovillari, Gela e Portici), mentre i viaggi saranno principalmente contro avversari della zona medio-bassa (Locri, Città di Messina, Palmese, Troina e Roccella), con la sola eccezione della sfida con la Nocerina che gravita nel limbo del girone I. Insomma, il destino è ancora saldamente nelle mani di Brienza e compagni. A patto di non sottovalutare più alcun impegno.

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