Martedì 18 Dicembre 2018 | 15:41

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sanità, i dati agenas

Fratture di femore operate
in 48 ore: Bari prima in Italia

All'ortopedia del Di Venere il primato con il 95% dei casi trattati subito. Altre strutture hanno cifre desolanti che collocano la Puglia sotto la media. Parti, uno su 3 è cesareo: record a Francavilla (65%)

Fratture di femore operatein 48 ore: Bari prima in Italia

Riabilitazione vitale per l'anziano: nel riquadro, Caiaffa

NICOLA PEPE

BARI - All’ospedale di Venere di Bari il 95% degli anziani che si fratturano il femore sono operati entro le 48 ore, a Monopoli invece la percentuale è da terzo mondo precipitando al 18%. Lo stesso dicasi per i tagli cesarei che contrappongono il 19% dell’ospedale di Barletta al 65% di quello di Francavilla Fontana. Sono alcuni dati del «referto» del Programma nazionale esiti (Pne) sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute sui dati dei ricoveri del 2016. Se l’ortopedia dell’ospedale di Carbonara conquista il primo posto a livello nazionale per efficienza di intervento spiazzando ben 440 strutture in tutta Italia, lo stesso non possono dire altre ortopedie della regione che mantengono la percentuale della Puglia sulla rapidità di trattamento intorno al 50%, 10 punti sotto la media nazionale fissata al 60%. La fotografia di Agenas, inoltre, colloca la Puglia come una regione canaglia sui tagli cesarei insieme a Lazio, Calabria, Campania e Abruzzo collocandosi al di sopra della media del 25% (cioè un parto chirurgico su 4). Dati, purtroppo, «in linea» con quelli dello scorso anno, segno che alcune «bad practise», purtroppo, resistono ancora.

L’unica vera «novità», dunque, riguarda le fratture di femore degli over 65 operate in 48 ore, in cui l'ortopedia del «Di Venere», guidata da Vincenzo Caiaffa, strappa il primato italiano al Galeazzi di Milano quest’anno precipitato di qualche decina di posizioni: considerando un cut-off, ovvero una soglia di 150 interventi l'anno, la struttura dell'ospedale di Carbonara (15 posti letto e 1500 interventi l'anno, di cui 350 in day surgery) conferma, migliorandole, le performance dell’anno precedente. A fare compagnia al Di Venere c'è l'ospedale di Francavilla Fontana con oltre il 92% di interventi eseguiti entro le 48 ore, seguito dal Policlinico con oltre il 70%. Ma a far precipitare tali esempi di eccellenza organizzativa e qualità professionale, ci pensano diverse strutture che detengono risultati negativi come l'ospedale di Monopoli o Cerignola con appena il 13% di interventi sulle fratture nelle 48 ore. E il fattore tempo, in questi traumi, è di vitale importanza per gli anziani perchè può essere causa di morte a seguito di complicanze da piaghe da decubito, trombosi venosa, infezione delle vie urinarie, disturbi respiratori, polmonite. La aprola d’ordine, dunque, è «recuperare» in fretta e per far questo serve intervnire subito.

Per quanto riguarda i cesarei, la progressiva diminuzione della proporzione di parti cesarei primari in Italia, dal 29% del 2010 al 24,5% del 2016, è ancora insufficiente rispetto allo standard internazionale. La Puglia mantiene una media che sfiora il 35 (dunque uno su 3) al sopra della soglia del 25%, con dati che vanno dal 45% dell’Asl di Brindisi (il 65% a Francavilla!) al 25% della Bat. A collocarsi al centro è l’Asl Bari con circa il 32% di tagli cesarei (punte di oltre il 40% nelle cliniche private). Di lavoro, insomma, ce n’è ancora tanto da fare.

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