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I DISAGI

Aeroporto di Bari
chiuso a marzo
voli «trasferiti» a Brindisi

Ecco le mosse delle compagnie per gli otto giorni di lavori

pista aeroporto di bari

di GIANLUIGI DE VITO

È già in tilt il cielo sopra Bari. Gli otto giorni di chiusura annunciata causano già la prima «febbre» da dirottamenti. Scalo chiuso dalle 23 di mercoledì 28 febbraio fino a giovedì 8 marzo. La riapertura è prevista per le 6 del 9 marzo 2018. «Interventi di riqualificazione e potenziamento della pista di volo», si legge in una nota ufficiale.

Che cosa succederà in quegli otto giorni, quali gli effetti collaterali e soprattutto c’è già un piano per limitare i disagi al minimo?

Anzitutto un impegno: si lavorerà notte e giorno perché il sistema dei collegamenti aerei è così nevralgico da non consentire rinvii o interventi camomilla. Se davvero dovesse andare così - e non c’è motivo per ritenere il contrario - avremmo già un bel risultato perché otto giorni di chiusura sono un conto, un periodo prolungato, sono un altro conto, più salato perché amplifica in maniera più che proporzionale l’effetto del ritardo visto che nel traffico aereo le variabili che si incrociano hanno ripercussioni sul sistema internazionale.

SALENTO DI SCORTA - «Le compagnie aeree stanno predisponendo le conseguenti variazioni ai propri operativi aumentando la capacità degli aeromobili sull’Aeroporto del Salento di Brindisi», viene detto nel comunicato diramato. Vero, ma non per tutti. Che cosa accadrà esattamente gli uffici dell’aeroporto di Bari non sono in grado di dirlo. Anche perché non ci sono comunicazioni ufficiali. Sicché per disegnare lo scenario della prima settimana di marzo è stato necessario procedere per deduzione: analizzare le maggiori compagnie operanti a Bari, verificare i voli soppressi o meglio non previsti e controllare nella settimana dall’ 1 all’8 marzo i voli in più già inseriti nei piani di volo di Brindisi. E questo grazie anche a un direttore tecnico di un’agenzia di viaggi. Le conclusioni, per ora, sono queste. Le compagnie che per prime sono intervenute sono nell’ordine «Ryanair», «Alitalia» e «Easy Jet»: per quei voli che hanno la stessa destinazione da Bari, sono state aumentate le frequenze da Brindisi. Alcune destinazioni previste solo da Bari sono state invece trasferite a Brindisi. Altre compagnie, invece hanno soppresso i voli per quella settimana.

TUTTE LE MOSSE - Per capire meglio, vale la pena analizzare il quadro delle compagnie e delle tratte interessati dalla chiusura del «Karol Wojtyla» di marzo. «Alitalia»: Roma Fiumicino e Milano Linate. «Ryanair»: Roma Fiumicino, Bergamo, Pisa, Torino, Treviso, Genova, Trieste, Cagliari, Bologna; Londra, Berlino, Parigi, Bruxelles, Francoforte, Malta, Dusseldorf, Maastricht, Madrid, Siviglia, Valencia, Norimberga, Karlsruhe. «Volotea»: Catania, Palermo, Venezia, Verona. «Vueling» : Barcellona. «Wizz Air»: Praga, Budapest, Bucarest, Katowice, Timisoara, Riga, Vilnius, Varsavia, Cluj, Sofia. «Eurowings: Stoccarda e Dusseldorf. «Air Dolomiti»: Monaco di Baviera. «Swiss Air»: Zurigo; «Lufthansa»: Francoforte. «Easy Jet»: Milano Malpensa.

Bene, per effetto della chiusura, «Alitalia» ha aumentato i voli da Brindisi per Roma e Milano. Così pure «Ryanair» che ha intensificato anche le tratte europee come Londra: non più tre volte a settimana ma tutti i giorni. In più assicurerà anche le partenze per Malta, Madrid e Siviglia. Pure i voli per Parigi sono stati spostati dal «Karol Wojtyla» all’aeroporto di Brindisi. Anche «Easy Jet» ha aumentato la frequenza del volo su Milano Malpensa. Per il resto delle compagnie, i voli baresi non risultano spostati su Brindisi ma semplicemente soppressi. In estrema sintesi, l’effetto maggiore sarà la condanna a fare la spola con Brindisi per chi è costretto per lavoro o studio a raggiungere Roma, Milano, Londra, Parigi, Bruxelles e destinazioni tedesche.

ALI DI GOMMA - Trasferire molti voli nel Salento, sia pure per pochi giorni, è comunque un’operazione non da poco se si considera che anche in un mese tradizionale di stanca, come quello di novembre, nei due aeroporti il traffico passeggeri è cresciuto complessivamente del +6,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. A marzo il traffico medio si presuppone raggiunga incrementi più alti. Ma il problema è soprattutto un altro e riguarda il sistema delle «navette» che collegano le città principali della Puglia e Matera al «Karol Wojtyla». Le compagnie sono private. Facile prevedere che autolinee come Tempesta e Cotrap intensificheranno i collegamenti da Bari a Brindisi. Ma nulla al riguardo è stato ancora comunicato.

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